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Giornalisti: cronista costretta a lavorare da casa

La storia raccontata da Ossigeno per l'informazione

23 febbraio, 18:00

(ANSA) - PALERMO, 23 FEB - Ha ricevuto talmente tante minacce da essere costretta dalla direzione del suo giornale a non occuparsi più di cronaca giudiziaria e a lavorare da casa per tutelare la sua sicurezza personale. È la storia della redattrice Tina Palomba, in servizio al quotidiano "Cronache di Caserta", raccontata da "Ossigeno per l'informazione", l'osservatorio sui giornalisti minacciati che verifica e raccoglie tutti gli episodi che limitano la libertà di stampa. La prima minaccia alla giornalista è arrivata nel 2006 da un uomo armato di pistola che entrando nella sede del giornale è stato bloccato da un collega. "Anno dopo anno Palomba ha ricevuto minacce e intimidazioni - si legge sul notiziario di Ossigeno - che ha puntualmente denunciato alle forze dell'ordine, che però finora non sono riuscite a punire i responsabili". Oltre ad aver subito tentati furti in casa e vari danneggiamenti, nel 2011 alla cronista è stata incendiata la macchina. L'ultima intimidazione risale a ottobre 2013, da parte di un uomo che l'ha pedinata e minacciata fuori dal tribunale di Santa Maria Capua Vetere. L'uomo è stato identificato e da quel momento Tina Palomba ha smesso di seguire la cronaca giudiziaria e di recarsi nella sede del giornale.

"Alle nostre redazioni arrivano continuamente querele per diffamazione e cause per risarcimento danni che ostacolano il nostro lavoro - ha dichiarato la giornalista a Ossigeno - io sono stata sempre assolta. Ho ricevuto spesso querele da pregiudicati che mi rivolgevano accuse infondate per intimidirmi e impedirmi di scrivere altri articoli su di loro. Purtroppo nel territorio in cui vivo l'omertà è un fatto serio e a causa di minacce e intimidazioni la libertà di stampa è venuta meno. Lo dico con molta amarezza". (ANSA).

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