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Arriva nuovo direttore, scontro su Agenzia beni confiscati

Senato vuole cambiare Codice Antimafia,Cgil "per non approvarlo"

03 maggio, 12:08
(ANSA) - ROMA, 3 MAG - All'Agenzia per i beni sequestrati e confiscati arriva un nuovo direttore, l'ex prefetto di Bologna Ennio Mario Sodano, dal momento che l'attuale, Umberto Postiglione, da oggi è in pensione. ma intorno alla partita dei beni confiscati e della riforma del Codice antimafia si sta scatenando una "guerra", all'interno del Pd e nella stessa Commissione parlamentare antimafia. La riforma del Codice Antimafia, approvata nel 2015 alla Camera e da allora in attesa dell'esame del Senato, deriva dalla proposta di legge di iniziativa popolare per la quale grandi organizzazioni sociali come la Cgil, Avviso Pubblico, Arci, Libera, Acli, Lega Coop, Sos Impresa, Centro studi Pio La Torre, raccolsero centinaia di migliaia di firme ed è stata integrata dal lavoro fatto nel frattempo dalla Commissione parlamentare antimafia. Ma nei giorni scorsi è emerso che nella Commissione Giustizia del Senato una maggioranza trasversale vorrebbe estendere le cosiddette misure di prevenzione, personali e patrimoniali, anche agli indagati per reati da colletto bianco (corruzione, concussione ecc), agli stalker e a chi partecipa ad organizzazioni terroristiche. Tesi, questa, sostenuta in particolare dal senatore Pd Giuseppe Lumia, uno dei relatori della riforma al Senato. L'idea però non piace alla Cgil che teme che la mossa sia legata alla volontà di non far approvare il provvedimento. "Il Senato invece di approvare rapidamente il testo di riforma del Codice antimafia già votato alla Camera, blocca da due anni la discussione in Commissione Giustizia, la quale, inopinatamente, aggiunge di continuo nuove materie all'interno del provvedimento. A questo punto il sospetto della 'melina' per evitare l'approvazione nel corso di questa legislatura non può che dirsi fondato", accusa il segretario confederale della Cgil Giuseppe Massafra. Il capogruppo Pd in Commissione Antimafia, Franco Mirabelli, propone di scegliere un canale parallelo per colpire stalking e terrorismo, "il rischio, altrimenti, è arrivare a fine legislatura senza nè Codice Antimafia nè confisca dei beni a stalker e terroristi", fa notare. Il deputato Pd Davide Mattiello, che alla Camera è stato relatore del provvedimento, rileva che "sarebbe un errore grave trasformare l'Agenzia in una nuova 'IRI'. Immaginare, come pare stiano facendo i senatori in Commissione Giustizia, di estendere la competenza dell'Agenzia alla gestione dei beni fin dalla fase del sequestro significa o far esplodere definitivamente l'Agenzia o trasformarla in una super struttura come risorse paragonabili a quelle di un ministero". Per la capogruppo M5S in Commissione Antimafia Giulia Sarti, "l'estensione delle misure di prevenzione è già stata voluta da noi Cinque Stelle e prevista nel Codice Antimafia votato alla Camera contro i reati più gravi a danno della Pubblica amministrazione. Facciamo un passo alla volta, vediamo se funziona questo". Complessivamente, ad oggi risultano censiti nella banca dati dell'Agenzia, a livello nazionale, 16.696 immobili tra fabbricati e terreni, 7.800 beni finanziari, 2.078 beni mobili, 7.588 beni mobili registrati e 2.492 beni aziendali. I beni immobili destinati nel 2015 sono stati 1731, nel 2016 1098. Il personale ad oggi ammonta a meno di 100 persone, "mezza" per ogni tribunale d'Italia, quasi tutte comandate da altre amministrazioni. "Se il Senato la licenziasse la riforma si avrebbe la possibilità di avere almeno 200 dipendenti", dice il direttore uscente Postiglione, che augura al suo successore Sodano "ogni successo e di mantenere i livelli raggiunti, ovvero oltre 3 mila beni consegnati l'anno, e anzi superarli".

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