Cerca: ricerca su Legalità

MAFIA: MAXI OPERAZIONE A PALERMO, 63 ORDINI CUSTODIA CAUTELARE

 (ANSA) - PALERMO, 13 DIC - Una maxi operazione antimafia incorso a Palermo sta smantellando il mandamento guidato dai boss Salvatore Lo Piccolo e dal figlio Sandro. Gli investigatori della Squadra mobile stanno eseguendo 63 ordini di custodia cautelare in carcere nei confronti diesponenti delle famiglie di San Lorenzo, Tommaso Natale, Partanna Mondello, Terrasini, Carini e Cinisi, che ricadono nel mandamento mafioso controllato dai Lo Piccolo fino al momento del loro arresto, avvenuto il 5 novembre del 2007. Per tutti le accuse vanno dall'associazione per delinquere di stampo mafioso all'estorsione, all'associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, porto e detenzione di armi da fuoco, intestazione fittizia di beni, reati aggravati dalla modalita' mafiosa.

   L'operazione si inquadranell'ambito delle indagini condotte dalla sezione Criminalita'organizzata sul mandamento mafioso di Tommaso Natale e rappresenta l'ultima tranche delle inchieste denominate 'Addiopizzo'. La complessa attivita' di intelligence della Polizia si e'avvalsa, infatti, anche della attivita' di supporto e sensibilizzazione svolta dall'associazione Addio Pizzo, che ha convinto numerosi commercianti e imprenditori vittime del racket delle estorsioni a collaborare con gli investigatori. Le indagini hanno consentito di accertare una sistematica aggressione nei confronti delle piu' svariate attivita' economiche (hotel, imprese edili, attivita' commerciali, lavoridi urbanizzazione, cantieri nautici, discoteche) da parte degli uomini di Cosa nostra su un territorio che spaziava dal capoluogo sino ai paesi della costa occidentale della provincia di Palermo.

   L'operazione condotta dalla Squadra Mobile di Palermo, denominata Addio pizzo 5, sfociata stamani nell'esecuzione di 63 ordini di custodia cautelare, costituisce l'epilogo delle indagini connesse alla decriptazionedell' archivio scoperto nel covo dei boss latitanti Salvatore e Sandro Lo Piccolo in occasione del loro arresto, avvenuto il 5 novembre del 2007. Una certosina attivita' di riscontro dei nomi in codiceindicati nei pizzini, custoditi gelosamente dai Lo Piccolo, ha consentito di decifrare i nomi e i cognomi degli affiliati alla cosca. Sono stati cosi' identificati i soggetti indicati, adesempio come ''Y'' o ''Camion'', ritenuti responsabili diestorsioni, traffico di stupefacenti ed altre ipotesi di reato. In alcuni casi il personale specializzato della Polizia Scientifica e' riuscito a ricostruire alcune trame mafiose della famiglia, estrapolando i dati contenuti nel nastro di unamacchina da scrivere utilizzata dai Lo Piccolo, reso apparentemente inservibile e gettato tra i rifiuti. Gli investigatori hanno cosi' accertato una serie di estorsioni messe a segno nel mandamento mafioso controllato dai boss. In alcuni casi e' stato pagato il pizzo da imprenditori impegnati in lavori di ristrutturazione dell'aeroporto di Palermo, nella realizzazione di una caserma militare e di un asilo. Gli investigatori hanno trovato ulteriori riscontri anche in relazione al quadro probatorio connesso all'uccisione del boss di Resuttana Giovanni Bonanno ed al successivo occultamento del suo cadavere, sotterrato in un terreno destinato a lottizzazione nel territorio di Carini. E' stata fatta luce anche sul disegno dei Lo Piccolo di monopolizzare il mercato palermitano del traffico delle sostanzestupefacenti, invadendolo con la cocaina proveniente dal Sudamerica tramite i porti olandesi, come hanno confermato recenti indagini della Polizia a Milano.

   Con il blitz odierno gli uomini della Squadra Mobile hanno inflitto un duro colpo all'establishment di Cosa nostra che, grazie alle precedenti operazioni condotte nel corso delle prime fasi dell'inchiesta Addiopizzo, ha complessivamente portato all'arresto di 184 persone, all'individuazione dei responsabilidi 87 estorsioni, alla escussione testimoniale di 232 persone sentite come parti offese o informate sui fatti, alla collaborazione di 61 operatori economici alle indagini di polizia, al sequestro di 15 societa' con fatturati di svariati milioni di euro.