Detenuta Rebibbia uccide figli, "adesso sono liberi"

Bonafede sospende direttrice carcere. Appello pm,cerchiamo padre

ROMA, 19 SET - "Adesso i miei figli sono liberi, gli ho dato la libertà". Sono le agghiaccianti parole con cui Sebesta, ha raccontato al suo avvocato difensore quanto compiuto ieri nel reparto nido del carcere di Rebibbia dove si trovava detenuta per traffico di sostanze stupefacenti. La donna ha lanciato i suoi due figli giù dalle scale e nei suoi confronti l'accusa della Procura di Roma è di duplice omicidio. La 33enne tedesca si trova piantonata nel reparto di psichiatria dell' ospedale Pertini e ha passato le ultime 24 ore a piangere e pregare.
   La figlia più piccola, Faith nata a Monaco di Baviera il 7 marzo scorso, è morta sul colpo, per il fratellino Divine, nato sempre a Monaco il 2 febbraio del 2017, i medici dell'ospedale Bambino Gesù hanno avviato la procedura per l'accertamento della morte cerebrale. A tal proposito la Procura di Roma ha lanciato un appello per rintracciare il padre dei piccoli, Ehis E. di nazionalità nigeriana, al fine di ottenere anche da lui l'ok per l'espianto degli organi.
    La tragedia ha avuto delle conseguenze di natura amministrativa. Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha, infatti, deciso per la 'linea dura' sospendendo il direttore della casa circondariale femminile, Ida Del Grosso, la sua vice, Gabriella Pedote, e il vice comandante del reparto di Polizia penitenziaria, Antonella Proietti. Il ministro, parlando di quanto accaduto, ha detto di avere preso questa decisione perché ha ritenuto che "sono stati fatti errori". "Il messaggio - ha sottolineato Bonafede - deve essere chiaro: nel mondo della detenzione non si può sbagliare. Quel mondo vive in condizioni gravi; io mi sto impegnando e penso non solo ai detenuti, ma anche agli agenti penitenziari. Tuttavia se vedo qualcosa che non deve accadere io prendo subito provvedimenti"
   

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