• Sesso a scuola in video, esplode a Roma il "caso Virgilio". Fedeli: "Fatti preoccupanti"

Sesso a scuola in video, esplode a Roma il "caso Virgilio". Fedeli: "Fatti preoccupanti"

CdI, 'fatti gravi, provvedimenti disciplinari ma la stampa esagera'

"I fatti emersi in questi giorni dalle cronache sono preoccupanti e meritano i dovuti approfondimenti. Abbiamo letto di episodi di spaccio, di bombe carta lanciate in cortile, di video rubati con minorenni coinvolti. Sono episodi che vanno condannati e affrontati con fermezza": così la ministra dell'Istruzione, Valeria Fedeli, interviene su quanto accaduto al liceo Virgilio di Roma. "E' urgente ripristinare il dialogo che si è interrotto fra le varie componenti della comunità scolastica" aggiunge Fedeli.   

La vicenda - Dopo i petardi esplosi nel cortile durante la ricreazione e la conseguente denuncia ai carabinieri della preside, il Virgilio, storico liceo classico nel cuore di Roma, questa volta è sotto i riflettori per un video che ritrae due studenti che fanno sesso durante l'occupazione avvenuta a ottobre. Riprese fatta all'insaputa dei due protagonisti. E dopo questa ennesima polemica che travolge l'istituto romano alcuni studenti e genitori paventano "un attacco a questa scuola", mentre altri si dicono pronti a sostenere la preside nel ristabilire "sicurezza e legalità all'interno della scuola" teatro sempre più spesso di episodi che, a loro giudizio, non possono essere considerate semplici "goliardate".

   In realtà di questo video ne parlano tutti ma "nessuno lo ha visto e, prima che uscisse sui giornali, - assicura il rappresentante degli studenti Emanuele Tirello - non ne avevamo nemmeno sentito parlare. Riteniamo in ogni caso che questo video sia un fatto gravissimo e lo condanniamo. E siamo tutti rimasti scossi da questa cosa in quanto un video del genere va a segnare la vita delle persone interessate". Al Virgilio alcuni studenti spiegano che c'è "sempre stata una grande sensibilità per gli argomenti del bullismo, del cyberbullismo e della strumentalizzazione del corpo femminile" ed annunciano di aver intenzione di organizzare un'altra assemblea su questi temi.
   
   A mettere in discussione che il video davvero esista è il presidente uscente del comitato genitori Marco Luzzatto. "Io vedo un accanimento mediatico contro questa scuola di 1.300 ragazzi, che vengono da diverse estrazioni sociali e culturali e che sono stati capaci di costruire un'uguaglianza nella diversità - dice -. Si parla di qualche petardo ma non dell'edilizia scolastica fatiscente e della mancanza del 'luogo sicuro nel piano della sicurezza' all'esterno della scuola". Anche per alcuni professori c'è una campagna "denigratoria" da cinque anni a questa parte ispirata dalla presunta presenza di "figli di papa'", quando invece, sostengono molti docenti, "la maggior parte di loro proviene dalla piccola e media borghesia, come accade nel resto delle scuole di Roma". "Io insegno al Virgilio e non mi vergogno di insegnare in questa scuola: mi piacciono i miei ragazzi e i loro genitori", dice una prof respingendo l'accusa della preside Carla Alfano di "un clima intimidatorio e mafioso voluto da pochi".

  Il fronte dei genitori, comunque, è tutt'altro che monolitico, e sono sempre di più le famiglie che chiedono a gran voce un ritorno alla normalità segnalando non tanto il presunto "attacco mediatico" ma un orizzonte educativo apparentemente finito fuori controllo. "Riteniamo che i fatti gravi che sono accaduti - ha detto la presidente del Consiglio di Istituto Daniela Buongiorno, sentiti gli altri tre rappresentanti dei genitori - non debbano essere assolutamente giustificati e debbano essere presi gli opportuni provvedimenti disciplinari all'interno della scuola. Riteniamo, tuttavia, che tutta questa pressione mediatica e i toni utilizzati per descrivere la scuola siano davvero eccessivi e che tutto questo stia danneggiando la nostra Comunità scolastica dove insegnano docenti di alto livello, vi sono ragazzi di valore e dove si realizzano progetti di grande qualità". 

  Proprio ad ottobre gli studenti occuparono l'istituto per la questione dell'edilizia scolastica dopo il crollo di una parte del solaio dell'ala seicentesca della scuola. L'occupazione si concluse con un party a pagamento per gli esterni che sollevò molte polemiche. La vicenda fu denunciata da un giornalista del Messaggero e nei giorni scorsi i ragazzi del liceo sono andati a manifestare sotto la sede del quotidiano romano. Nel 2015, invece, il liceo romano fu al centro di un caso di cronaca, un episodio di spaccio di stupefacenti che portò all'arresto di uno studente: fu fermato nel cortile della scuola mentre cedeva a compagno di scuola minorenne della droga.

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