Nel carcere minorile nasce una 'merendina'

Si potrà comprare in un edicola al Colosseo, presto negli ospedali

Il fagottino di pasta sfoglia ha un doppio ripieno, latte e cioccolato. Bianco e nero "perché dentro di noi c'è una parte bella e una brutta". Lo hanno inventato e realizzato i giovanissimi detenuti dell'Istituto penale minorile di Casal del Marmo, a Roma, e per loro ha un sapore ancora più dolce: quello della libertà. Il sogno di diventare pasticceri e costruirsi oltre le sbarre una vita migliore passa anche per una merendina - dal marchio 'Libere dolcezze' - creata nel corso di un progetto concepito dal carcere con la Asl Roma 1. Il 13 novembre dentro le mura di Casal del Marmo, la presentazione ufficiale di 'fine corso': in prima fila il governatore Nicola Zingaretti, il direttore della Asl Angelo Tanese e il capo dipartimento Giustizia Minorile Gemma Tuccillo, accolti dal direttore dell'Istituto Liana Giambartolomei, che grazie al progetto ha potuto riattivare il laboratorio interno di pasticceria già finanziato anni fa dalla Regione Lazio. Qui, per 5 mesi e sotto la guida di un esperto chef, i ragazzi hanno imparato l'arte dell'impastare e dell'infornare, realizzando tra l'altro il fagottino 'Libere Dolcezze'. Poi, grazie al coinvolgimento della Antonelli Srl, la merendina è stata prodotta, confezionata (anche il logo del packaging è stato disegnato dai ragazzi del carcere dopo un concorso interno) ed è pronta per essere venduta.
    Al momento si può comprare, ha spiegato Giambartolomei, "nell'edicola di fronte al Colosseo, uno dei punti più frequentati d'Europa. Ora - il suo appello - sviluppiamo una migliore catena di distribuzione". Appello raccolto dal governatore Zingaretti: "Il messaggio è arrivato al 100 per cento - ha detto - contate pure su di noi, siamo a vostra totale disposizione: state sicuri che faremo tutto quello che possiamo". L'idea è quella di coinvolgere nella distribuzione del prodotto alcuni ospedali, magari iniziando dal San Filippo, che si trova a poche centinaia di metri dal carcere. "Anche questo - ha detto il dg Tanese - è servizio pubblico: questo progetto nasce da una lunga tradizione di collaborazione tra la Asl e Casal del Marmo. E' un lavoro che ci arricchisce". E arricchisce soprattutto i ragazzi del carcere, che si raccontano in un video e di persona, durante la festa nella palestra di Casal del Marmo.
    Alle loro spalle furti, rapine, situazioni familiari drammatiche. Di fronte a loro, spesso, altri lunghi anni di Istituto. "'Vuoi stare sempre alla finestra a fumarti la sigaretta o vuoi imparare qualcosa?' mi ha chiesto lo chef - racconta uno di loro - e io ho risposto che volevo imparare". La speranza passa anche per il sacco della farina, o il barattolo dello zucchero. Oggi sorridono: "Io - dice un altro detenuto - pensavo che il mio tempo fosse bruciato, invece non è vero. Questo è un brutto posto, ma ora penso di avere un bel futuro". "Non è che se sbagliamo una volta nella vita - conclude uno dei ragazzi - allora dobbiamo essere esclusi".
   

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