Roma: sfida candidati, "primarie festa democratica"

Giachetti, noi unici coraggiosi. Morassut, partita è aperta

Si dicono convinti che le primarie "saranno una festa democratica", che sono loro "gli unici coraggiosi" ad averci messo la faccia, verrebbe da dire in un momento così difficile. I sei candidati a sindaco per il centrosinistra - Roberto Morassut, Roberto Giachetti e Stefano Pedica per il Pd, Gianfranco Mascia, Domenico Rossi per il Centro democratico e Chiara Ferraro, rappresentata dal padre Maurizio perché autistica - si sono confrontati al Nazareno a colpi di programmi e promesse, in vista delle primarie di domenica prossima.

I due favoriti, Morassut e Giachetti, non hanno dimenticato, seppur con accenti diversi, di 'guardare' a Sel e Sinistra Italiana, "perché a Roma il centrosinistra ha vinto quando ha messo in piedi un'ampia coalizione", ha sottolineato Morassut più diretto. "Proporrò una grande sfida per questa città anche se finora ho rimediato tendenzialmente insulti e derisioni", ha detto Giachetti promettendo di rivolgersi, in caso di vittoria alle primarie, "a tutto il popolo del centrosinistra". Ma l'invito intanto è al voto, perché anche se non lo dicono apertamente, il timore è che le primarie siano un flop, che il popolo della sinistra faccia scontare ai sei candidati l'esperienza Marino, la sua fine, e la gestione commissariale, indigesta a molti. Giachetti sottolinea che "Roma va ricostruita con un patto tra la buona politica, che io sento di rappresentare perché ho le mani libere, e i cittadini".

Morassut sembra polemizzare con lui, il 'prescelto' di Renzi, quando dice: "Votare è un investimento dal basso e non dall'alto". Per l'ex assessore di Veltroni oggi è stato anche il giorno della presentazione del programma che vede sei punti di priorità: il trasporto, il governo del territorio, le politiche sociali, le politiche culturali, lo sviluppo e l'innovazione e la semplificazione con alcune premesse indispensabili. "La riforma della macchina amministrativa in un tempo abbastanza breve, un rapporto con lo Stato, l'intervento sul personale e anche l'intervento sulla distribuzione delle risorse tra spesa corrente e investimenti, aumentando gli investimenti pubblici e privati per rimettere le mani sul corpo della città, questa è una grande urgenza", ammonisce Morassut.

Giachetti, subito dopo il confronto, invece, ha incontrato il ministro ai Trasporti Graziano Del Rio sulla metro C, un mini-tour che è stata l'occasione per parlare dei trasporti della Capitale e per il ministro anche di fare un 'in bocca al lupo' al candidato in corsa per le primarie. I due hanno concordato sulla necessità di aprire un tavolo con il governo, sia sul futuro della metro C che sul prolungamento della metro B. E il ministro ha confermato l'orientamento e la disponibilità del governo a "finanziare i sistemi metropolitani".

Mascia, durante il confronto, si è presentato con l'ormai inseparabile orso di peluche, "sono il candidato ecologista e sarò leale con chiunque vinca con le primarie", assicura; il generale Rossi parla della questione morale, di Ama e Atac e di asili nido "la cui situazione è scandalosa". Pedica teme la distanza tra la politica e i cittadini e se diventerà sindaco promette che donerà a Renato Zero l'Auditorium della Pineta Sacchetti, "abbandonato e inagibile per la mancanza di sedie", e che si preoccuperà dei parcheggi, "mal progettati, inaugurati e chiusi".

Maurizio, il papà di Chiara, sottolinea che "è già stata una vittoria poter partecipare alle primarie" e chiede che il nuovo sindaco si occupi di "disabilità mentale".

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