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Impedito ingresso scuola a bimbi nomadi

Impedito ingresso scuola a bimbi nomadi

Denuncia Arci, in periferia Roma, "azione militanti Casapound"

ROMA, 28 novembre 2014, 17:25

Redazione ANSA

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Manifestazione di Casapound - RIPRODUZIONE RISERVATA

Manifestazione di Casapound - RIPRODUZIONE RISERVATA
Manifestazione di Casapound - RIPRODUZIONE RISERVATA

Ancora intolleranza nella periferia romana. Questa volta però la matrice politica è netta e proviene da militanti di CasaPound e Blocco Studentesco, organizzazione studentesca che fa capo alla formazione di estrema destra.

Stamani circa 500 esponenti del movimento hanno impedito ad alcuni bambini nomadi l'entrata in due istituti alla periferia nord di Roma. La denuncia arriva dalle associazioni Eureka e Arci Solidarietà. Un episodio giudicato dal Campidoglio "gravissimo" ma che, in serata, il movimento di estrema destra smentisce giudicando il tutto "un'accusa gratuita" Nei giorni scorsi alcuni esponenti dell'estrema destra avevano denunciato il "lancio di pietre da parte di alcuni nomadi contro gli studenti di due istituti della zona, il Tacito e il Domizia Lucilla, che sorgono nei pressi di un campo". Oggi dunque l'azione in risposta "a quelle violenze". Violenze però mai denunciate alle forze dell'ordine, smentite dallo stesso municipio e dalle dirigenti scolastiche dei due istituti. Oggi Casapound e Blocco Studentesco hanno organizzato la manifestazione nei pressi del campo nomadi e, secondo la denuncia delle associazioni Eureka e Arci Solidarietà, i militanti di estrema destra hanno "bloccato l'uscita del campo di via Cesare Lombroso mentre bimbi e ragazzi si apprestavano ad andare a scuola e successivamente hanno bloccato l'ingresso ad alcuni istituti della stessa zona in cui sono iscritti i bambini nomadi". "Una ricostruzione del tutto priva di fondamento", fanno sapere in serata CasaPound e Blocco Studentesco. Ma la polemica si accende. L'assessore alla scuola al Comune di Roma Alessandra Cattoi giudica il gesto "meschino, una violazione grave di un diritto sancito dalla Costituzione che, come tale, va rispettato e garantito, un gesto vile nei confronti di minori fragili che dovrebbero essere protetti". Nel pomeriggio le dirigenti scolastiche dei due istituti hanno incontrato il presidente del Municipio XIV, Valerio Barletta. "Mi hanno chiesto di aiutarle a far sì che non accada mai più che dei ragazzi neghino ad altri ragazzi il diritto di entrare a scuola e seguire le lezioni", spiega Barletta. Il Pd col deputato Maria Coscia ha presentato sull'accaduto un'interrogazione al Ministro Angelino Alfano sollecitando "misure urgenti per fare in modo che non si ripetano più gesti in chiara violazione della Carta Costituzionale". E il capogruppo dei deputati Sel Arturo Scotto parla su twitter di "atto barbaro". Il messaggio di CasaPound stamani, scritto su alcuni striscioni, era chiaro: "Stop alle violenze dei rom, alcuni italiani non si arrendono". "Le scuole romane sono fatiscenti - dichiara Fabio Di Martino esponente di Blocco Studentesco - per questo è ancora più inconcepibile che il sindaco Marino e le istituzioni finanzino i campi rom o i centri d'accoglienza". Quello che si teme ora è un effetto Tor Sapienza, ovvero una nuova rivolta anti immigrati e nomadi come successo nel quartiere alla periferia sud di Roma con l'assalto ad un centro rifugiati. Un effetto che potrebbe essere favorito anche da chi soffia sul fuoco della paura e del pregiudizio.

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