• Marino va avanti sui matrimoni gay, "Pronto a nuove trascrizioni"

Marino va avanti sui matrimoni gay, "Pronto a nuove trascrizioni"

Codacons impugna annullamento deciso da Prefetto. Resta polemica

Fermarsi, macché. Sui matrimoni gay Ignazio Marino tira dritto. Solo ieri è arrivato l'atto di annullamento delle trascrizioni da parte del prefetto di Roma, e già oggi il primo cittadino annuncia: "Se ci saranno nuove richieste, faremo altre trascrizioni. Sulla base della carta dei diritti dell'Unione Europea è proibito discriminare l'omosessualità e non vedo per quale motivo l'Italia non dovrebbe rispettare quei principi". Di fronte al documento inviato dalla Prefettura di Roma in cui si dice che le trascrizioni sono da ritenersi annullate e si invita il sindaco a prenderne atto con i relativi adempimenti, Marino aveva già risposto un secco "per ora no". "Abbiamo dato mandato ai nostri uffici di fare un approfondimento - aveva spiegato sul suo profilo Facebook -.

In questo momento non accettiamo l'ordine del prefetto di Roma di cancellare le trascrizioni già avvenute". Ed oggi rilancia, anche su un altro fronte: "Io credo che il prefetto abbia come compito principale quello di rappresentare il Governo e occuparsi dell'ordine pubblico nella nostra città. Ci sono aree di Roma purtroppo in sofferenza per una necessità di maggiore presenza delle forze dell'ordine, e su questi temi siamo assolutamente, penso, nelle condizioni di lavorare bene insieme. Certo, su altri temi come il fatto che la trascrizione dei matrimoni possa costituire un pericolo per l'ordine pubblico io non riesco sinceramente a seguire il ragionamento del prefetto.

Non vedo un pericolo se due donne o due uomini si amano". A criticare la scelta di Marino è anche Giacomo Portas, leader dei Moderati eletto alla Camera nel Pd. "Marino - ha detto - cerca lo scontro duro e puro. Mi sembra che gli interessi di più il ritorno d'immagine che la sostanza". Intanto il Codacons annuncia di voler impugnare il provvedimento del prefetto Giuseppe Pecoraro e ha già pronto un esposto alla Procura di Roma affinché indaghi sulla correttezza del provvedimento. "Le motivazioni contenute nell'ordine del Prefetto appaiono in palese contrasto con le disposizioni comunitarie, in quanto i tribunali europei si sono più volte espressi nella direzione di imporre agli stati membri il riconoscimento del concetto di vita familiare indipendentemente dal sesso delle persone - spiega il presidente del Codacons, Carlo Rienzi -. La trascrizione di un matrimonio gay contratto all'estero, pertanto, rappresenta la semplice e doverosa attuazione di quanto disposto dalla giustizia europea, e non certo un atto sovversivo che introduce in Italia un istituto non riconosciuto dalla nostra legislazione".

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