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In crescita giro affari della componentistica di visione artificiale

Per 2017 si stima 300 mln euro rispetto a 270 mln anno scorso

Redazione ANSA MANTOVA

(ANSA) - MANTOVA, 3 OTT - La stima per il 2017 del mercato della componentistica di visione artificiale in Italia prevede una crescita di 300 milioni di euro. E' quanto emerso nel corso di un seminario sulle tecnologie di visione e le applicazioni nell'industria 4.0 promosso da Opto Engineering, società che opera nello sviluppo e produzione di componenti e tecnologie per la machine vision. All'iniziativa hanno partecipato oltre cento operatori, costruttori e integratori di sistemi.

Una stima in crescita rispetto al 2016 dove il volume d'affari consolidato è arrivato a 270 milioni e di questi solo 52 milioni di euro, pari al 19%, prodotti in Italia. La visione artificiale è un elemento determinante della tecnologia 4.0 perché attraverso di essa anche le macchine acquisiscono la capacità di vedere e diventano indispensabili nei processi di controllo qualità, nella ricerca e misurazione contactless degli oggetti.

Il direttore generale di Federmeccanica, Stefano Franchi, ritiene che anche "fare sistema è una forma di innovazione. Le piccole imprese italiane hanno una formidabile opportunità di crescere facendo rete. Ma serve formazione. La politica industriale deve sviluppare un ecosistema che favorisca l'innovazione e rivalutare la figura dell'imprenditore e questo può avvenire intervenendo sulla formazione. L'investimento sulle persone è uno dei fattori strategici della competizione globale". Il co-managing partner di Grant Thorton, Alessandro Dragonetti, afferma: "Per poter crescere sfruttando l'innovazione è necessario considerare almeno i seguenti tre aspetti il primo è quello delle procedure, il secondo è quello della cultura manageriale e della formazione ed infine un aspetto fondamentale è quello normativo. Questi sono i tre aspetti da migliorare a livello strutturale e di sistema." L'impresa in Italia, secondo il fondatore e presidente di Opto Engineering, Claudio Sedazzari, deve "crescere perchè fermarsi vuol dire scomparire, oppure vendere ad un colosso straniero, disperdendo tutte le eccellenze e i talenti tipicamente italiani".(ANSA).

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