Uso limitato del 4.0 nelle Pmi

Osservatorio, imprese innovano macchine ma non processi

Redazione ANSA MILANO
(ANSA) - MILANO, 06 NOV - L'Industria 4.0 nelle Pmi italiane è stata adottata in modo "riduttivo". Solo il 23% delle imprese manifatturiere ha investito sia nell'innovazione dei macchinari che dei processi, mentre, il 37% ha preferito un approccio minimale, ovvero il solo rinnovo impiantistico, mentre, il 36% non ha ancora attuato nessun tipo di trasformazione (per il 25% è allo studio e l'11% è disinteressato). È quanto emerge dal VI Osservatorio sulla diffusione del risk management nelle medie imprese, realizzato da Mediobanca e Cineas (Consorzio universitario non profit fondato dal Politecnico di Milano). Tra le motivazioni che hanno spinto le aziende ad utilizzare il piano Industria 4.0 spicca la necessità strategica (per il 42%), accompagnata, nel 39,7% dei casi, dal bonus fiscale. Il 18% ha investito solo perché poteva beneficiare degli incentivi. Tra chi non ha investito nel 4.0, il 65% ha voluto privilegiare altri investimenti (tangibili). "L'industria tradizionale resta ancora legata alla logica degli asset tangibili", mentre, "in questo rinnovato scenario, gli asset intangibili, come il know how, il valore del brand, la reputazione, la formazione, stanno assumendo sempre più centralità", sostiene il direttore dell'Ufficio studi di Mediobanca, Gabriele Barbaresco, presentando lo studio al Politecnico di Milano. Dai dati spiccano le migliori performance economiche delle imprese che si sono attivate per l'adozione delle innovazioni tecnologiche, a fronte di "un isolamento delle aziende indifferenti verso Industria 4.0 che appaiono relegate su livelli di redditività (8,7%) ampiamente arretrati". Altro tema riguarda le competenze, con il 30% delle imprese 4.0, che si è dotata delle 'skills' necessarie tramite piani di formazione interna o tramite acquisizione di risorse esterne specializzate.
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