Svolta digitale priorità per Ceo e board

Studio Bt-The Economist, temono scarse competenze e sicurezza

Redazione ANSA MILANO

Il 40% dei grandi capi azienda delle multinazionali mondiali puntano sulla trasformazione digitale, che oggi è un tema prioritario a livello di board. Un Ceo su quattro guida personalmente programmi ad hoc, fiducioso (nel 75% dei casi) della propria strategia digitale. La stragrande maggioranza (86%) mette però in discussione le proprie infrastrutture per lanciare i programmi innovativi. Mancanza di competenze digitali, tecnologia non flessibile e preoccupazioni sulla sicurezza sono i principali ostacoli identificati dai top manager. E' il quadro che emerge da un'indagine condotta su 400 Ceo in 13 paesi di tutti e cinque i continenti dal gruppo Bt ed Economist Intelligence Unit (divisione del gruppo che pubblica il quotidiano The Economist) I chief executive officer credono che i loro programmi di trasformazione digitale possano contribuire a raggiungere obiettivi strategici, come efficienze operative, miglioramento del servizio clienti e innovazione futura, e che vedono nella sicurezza un differenziale chiave. Per cui, si suppone che Internet of Things (IoT), cloud computing (utilizzo servizi su cloud), mobile computing e social media avranno l'impatto più significativo sulle loro organizzazioni nei prossimi due o tre anni. Ma per realizzare quell'infrastruttura che sarà alla base del business digitale del futuro servono maggiore integrazione, affidabilità, sicurezza ed efficienza di costo. Altra barriera è rappresentata dalla mancanza di conoscenze su ciò che i clienti e i dipendenti realmente desiderano. Dalla ricerca e dalle preoccupazioni dei manager, che riguardano "essenzialmente fattori umani", commenta il Ceo di Global Strategy Bt, Bas Burger, emerge che "le strategie di trasformazione digitale debbano sempre essere realizzate a partire dalle persone".

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