A scuola di golf, 'farò il coach o il caddie'

L'amatore italiano Diana al college fra Gran Bretagna e Portogallo

Redazione ANSA

Tre mesi fra studi e pratica in campo in Cornovaglia, poi altri tre di allenamenti e tornei sulle buche di un resort, in Portogallo. Si sviluppano così i programmi del Tournament Golf College, una sorta di università per amatori d'elite che puntano a entrare nel circuito professionistico o restare nel mondo del golf con altri profili professionali. Il corso, biennale o triennale, costa circa 17mila sterline all'anno, oggi è frequentato da 43 allievi da tutto il mondo, fra cui quattro ragazze, e un romano di 22 anni, che nel 2015 ha lasciato la facoltà di Economia e l'Italia, convinto che il Tgc fosse la soluzione più adatta a realizzare le proprie aspirazioni. "E' un' università sportiva mirata principalmente alla formazione del giocatore, per aiutarlo a competere nei maggiori circuiti - racconta Ferdinando Diana, golfista amatore con alle spalle gare di circolo o federali -. Ovviamente è un'impresa ardua, non è scontato avere successo. Ma la formazione che ci danno e gli strumenti con cui lavoriamo tornano utile in molti modi. Ad esempio si può diventare coach, magari all'estero, dove attualmente ci sono più opportunità che in Italia. Un'altra possibilità di lavoro può essere il ruolo di caddie, a livelli alti può dare soddisfazioni, anche economiche".
    Gran parte delle lezioni teoriche è concentrata nel trimestre in Inghilterra. "Per 14 ore a settimana si studiano gli aspetti psicologici, manageriali, professionali, scientifici e accademici del golf" racconta Ferdinando, snocciolando le materie dei tre anni, fra cui psicologia del golf, golf tour business, cura del brand e dell'immagine, scienza dello swing, fitness e allenamento per la performance, global sports communication. "Il resto del tempo si passa in campo pratica - spiega ancora il giovane romano, al secondo anno del Tgc -, e si giocano tre round settimanali nel St Mellion International Resort, che ha due percorsi da 18 buche, uno dei quali disegnato da Jack Nicklaus", lo statunitense soprannominato 'Orso d'oro', fra i più grandi golfista d'ogni epoca. "Ci fanno un test a inizio stagione, in base alle caratteristiche fisiche ci assegnano programmi di allenamento personalizzati. Ci alleniamo in palestre super attrezzate, con massaggiatori, preparatori atletici e coach professionisti - continua -. Lavoriamo con apparecchiature come il 'flightscope' e il 'sam putt lab'. Per la tecnica ci segue un top coach, Darren Gass, che ha insegnato per 20 anni un po' in tutto il mondo a giocatori di European e Challenge Tour. Il nostro nutrizionista è lo stesso di Lee Westwood". Nel secondo trimestre si vola in Portogallo. "E' la parte più competitiva del corso. Possiamo partecipare a tre tornei dell'Algarve Pro Golf Tour, con diversi giocatori del Challenge Tour, inoltre ci alleniamo e giochiamo tornei fra studenti nell'Amendoeira Golf Resort, su due percorsi di 18 buche, uno disegnato da Nick Faldo e uno da Cristy O'Connor", altre due icone della storia di questo sport. A sentire l'allievo del Tgc, non sono solo teoria e pratica a fare la differenza, ma anche l'esperienza lontano da casa. "Il college non ci forma solo come giocatori, ma anche come uomini indipendenti e responsabili, pronti per affrontare le difficoltà del domani, come passare il taglio per mantenere la carta di un tour o affrontare con successo la qualifying school di qualche circuito - è convinto Ferdinando -. E poi, passare tre anni con dei coetanei, condividendo gli stessi interessi, modi di vivere e problemi ti fa creare dei legami unici vivendo con passione la parte più importante della vita di un uomo, in cui non si è né troppo piccoli né troppo grandi". E per ampliare il proprio bagaglio, Diana in occasione del 74mo Open d'Italia ha scelto di fare il 'marshal', l'addetto con l'incarico di far rispettare il silenzio mentre un giocatore è impegnato nel suo colpo. "Così ho potuto vedere da vicino come si comportano i grandi campioni in un evento di alto livello - spiega -. Assistere dal vivo a un torneo con un field del genere è stata un'esperienza molto preziosa per quello che vorrei fare".
   

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