Il greenkeeper Giacomini, il lavoro più bello

Responsabile Club a Madonna di Campiglio, è una tradizione di famiglia

Redazione ANSA

Una vita passata sul green a cullare la sua passione maggiore, il golf. Prima come caddie (quando aveva solo otto anni, per mettere qualche soldo in tasca), poi come operaio e segretario, fino ad arrivare a coronare il sogno più grande: essere un greenkeeper. Abramo Giacomini, 56 anni, responsabile dal 1989 del "Golf Club Campo Carlo Magno" (9 buche) a Madonna di Campiglio (Trento). Un lavoro particolare, il suo, che non cambierebbe "per nulla al mondo". Inseguito a lungo sulle orme del papà e adesso tramandato anche a uno dei suoi due figli. Un lavoro dietro le quinte, che necessita non solo di dedizione ma anche di pazienza e attenzione ai dettagli. Visto che la manutenzione dei campi da golf deve essere sempre svolta nel rispetto dell'ambiente e dell'eco-sostenibilità.
    - Quando e come è iniziata la sua passione per il golf?

Fin dalla tenera età e grazie a mio padre. Avevo solo 8 anni quando ho cominciato a fare il caddie per guadagnare qualcosina.
 Mentre nel 1989, dopo una lunga gavetta, sono diventato greenkeeper coronando il mio desiderio più grande. - Qual è la giornata tipo di un greenkeeper? La sveglia suona al mattino presto e già dalle 7:00 si comincia a lavorare. La prima cosa da fare è un giro sul campo per monitorare tutta la situazione. Poi occorre controllare sempre l'irrigazione che può giocare brutti scherzi. La 'squadra' di 'tecnici' è composta da 3-4 persone, tra cui alcuni operai. Si passa al setaccio il green, che viene tagliato praticamente ogni giorno, mentre nel pomeriggio si sistemano i 'tee' di partenza. Poi c'è da pensare anche alle sponde del 'bunker'.

- Non ci si annoia mai?

Direi proprio di no. Specialmente su questo bellissimo campo, posto a 1.650 metri d'altezza. Si comincia all'alba e si finisce alla sera. Così da maggio ad ottobre, perché nel periodo invernale bisogna fare i conti con la neve.

- Quanto è impegnativa la manutenzione di un campo da golf?

E' un lavoro meticoloso, ricco d'imprevisti. Dalla siccità all'irrigazione, solo per citare alcuni esempi. Che richiede almeno 40 ore settimanali affinché tutto fili per il verso giusto. Bisogna star dietro a ogni particolare e quando il tempo non aiuta occorre pensare alla manutenzione di diversi macchinari. - Come si diventa greenkeeper? Da anni ormai la Federazione Italiana Golf organizza dei corsi alla fine dei quali viene rilasciato un diploma da Superintendent. Sono tante le cose da imparare, a partire da come distinguere le erbe e quali prodotti utilizzare per curare i campi. - Qual è la grande bellezza di questa professione? Stare sempre all'aria aperta, per esempio. A contatto con la natura di fronte a scenari mozzafiato.
    - Soddisfazioni e delusioni?

Ricevere i complimenti per la cura del campo fa sempre piacere. Allo stesso tempo bisogna essere pronti ad accettare le critiche e i consigli di tutti. Perché c'è sempre da imparare. Il golf è uno sport bellissimo che ti dà tanto sotto molti punti di vista.  E' utile per la concentrazione ma anche per forgiare il carattere. Ecco, sono una persona fortunata. Questo lavoro non lo cambierei per nulla al mondo".
   

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