Dramma Benavides,da quasi 3 anni non vedo i miei figli

Ex talento green spagnolo racconta il proprio calvario familiare

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 03 MAR - "Da due anni e mezzo vivo una tortura inspiegabile, ho perso forza e speranze. Il golf adesso è l'ultima delle mie priorità, non posso giocare e vivere senza nemmeno sapere se i miei figli sono vivi". Al giornale 'Marca' Pablo Martin Benavides, eterna promessa del golf spagnolo, racconta il suo incubo familiare.
    "Che fine ha fatto?". Sono stati in tanti in questi mesi a chiedersi dove fosse finito quel talento che, da dilettante, ancor prima di compiere 20 anni, ha vinto nel 2005 la Porter Cup ricevendo nel 2006 il premio Haskins Award - riconoscimento assegnato in passato anche a big del calibro di Tiger Woods - quale miglior giocatore di college a livello mondiale.
    L'ascesa e la caduta di Benavides, 33enne di Malaga e primo amateur in assoluto a festeggiare un titolo sull'European Tour (nel 2007 all'Estoril Open de Portugal), è dovuta anche a un dramma familiare.
    In un torneo in Svezia Benavides ha conosciuto Josefine, una ragazza scandinava con cui ha messo al mondo due figli, Max (nel 2013) e Alba (nel 2017). I problemi tra Benavides e Josefine iniziano dopo la nascita del primogenito. "Josefine - spiega il player iberico - voleva a tutti i costi comprare una casa molto costosa in Svezia. Le dissi che non avevamo i soldi e lei mi rispose: 'o la prendi o non ti faccio più vedere il bambino'.
    Decisi di prenderla, nonostante ritenessi il tutto una follia.
    Ho litigato con mia madre e mia sorella che mi bollarono come un pazzo. Per un po' di anni, fino al 2017, tutto filò liscio fino alla nascita di Alba. Stavo cercando di rientrare nell'élite del golf, vivevamo in Svezia e volevo che i miei figli trascorressero più tempo in Spagna per conoscere lingua e cultura del mio paese e per frequentare parenti e affetti. Prima di partire chiedeva un rinnovamento domestico, siamo andati all'Ikea e poi ho caricato il furgone per portare in Spagna tutte le nostre cose. Ero in crisi economica e per rimettermi in pista ero pronto ad affrontare tornei ed eventi. Avrebbero dovuto raggiungermi poco dopo fino a quando ho scoperto che Josefine aveva una relazione con un altro uomo. Ho commesso l'errore di dirle via Skype di aver scoperto tutto. Lei negò tutto e iniziò ad accusarmi di averli abbandonati. Ha usato i nostri figli come arma, dicendo alla mia famiglia che fossi pazzo e avessi bisogno di psicologo e psichiatra. Fu l'inizio di un incubo non ancora finito".
    Per una storia finita in tribunale tra indagini, assistenti sociali, processi, scorte e identità segrete. Sono passati più di 890 giorni dall'ultima volta in cui Benavides ha potuto abbracciare per l'ultima volta i suoi piccoli. Un incubo per un ex talento che ora ha perso anche forza e speranze. (ANSA).
   

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