Papa: a sorpresa visita casa per detenute con figli all'Eur

Commozione tra le ospiti. Direttore, "noi siamo gli invisibili"

(di Fausto Gasparroni) (ANSA) - ROMA, 2 MAR - Il nuovo "Venerdì della Misericordia" del Papa è tra le mamme detenute, accolte in una casa protetta con i loro bambini. Questo pomeriggio alle 16.00, accompagnato da monsignor Rino Fisichella, capo dicastero per la Nuova Evangelizzazione, Francesco è uscito dal Vaticano e si è recato senza preavviso nel quartiere dell'Eur a Roma, dove in Via Kenya si trova la "Casa di Leda", villa confiscata alla criminalità organizzata che ora ospita donne detenute con figli minori, la prima, e per ora unica struttura del genere in Italia. Il Pontefice è stato accolto con grande stupore e commozione dalle mamme, dai loro piccoli e dal personale. La Casa è gestita dalla cooperativa sociale Cecilia Onlus dal marzo del 2017 ed ospita mamme detenute per reati minori cui viene riconosciuta la capacità genitoriale e che possono quindi proseguire il periodo detentivo con i loro figli all'interno della casa-famiglia. Il responsabile Lillo Di Mauro ha raccontato a Francesco gli sforzi fatti per allestire la struttura, l'importanza di restituire alla società uno spazio riqualificato e al contempo sviluppare un progetto di civiltà e di grande umanità. "Santità, Padre caro, siamo gli invisibili", è stato il suo benvenuto. "Noi siamo alcuni delle migliaia di bambine e bambini figli di genitori reclusi nelle carceri italiane che viviamo con loro in carcere o andiamo a trovarli. Per difendere la dignità dei nostri genitori detenuti ci raccontano bugie facendoci credere di entrare in un collegio o in un posto di lavoro. Veniamo perquisiti, violentati nella nostra intimità dalle mani di adulti sconosciuti, che ci tolgono i peluche, i poveri giocattoli che sono i nostri amici per aprirli, controllarli, a volte ci tolgono anche le mutandine per assicurarsi che le nostre mamme non vi abbiano nascosto droghe". "Per molti siamo statistiche: 4.500 bambini che hanno una mamma in carcere, circa 90 mila quelli che hanno un papà detenuto. Anche i nostri genitori a volte speculano su di noi". "Per non essere additati raccontiamo che nostro padre lavora in paesi fantastici e lontani e nostra madre è una regina. Per difenderci diventiamo aggressivi e intrattabili, ma non siamo cattivi, sono gli altri che ci vedono e ci vogliono così: 'Siamo i figli dei detenuti'". Al momento nella 'Casa di Leda' abitano cinque giovani mamme, di età compresa tra i 25 e i 30 anni, alcune di etnia rom, un'egiziana e un'italiana, ognuna col proprio bambino. Accanto alle mamme detenute ci sono sempre gli operatori, gli educatori e i volontari dell'Associazione A Roma Insieme. Il Papa ha avuto modo di scambiare alcune parole con le mamme e con i ragazzi in servizio presso la Casa; ha giocato con i bambini, offrendo loro in dono delle grandi uova di Pasqua, accolte con grande gioia dai bambini, che lo hanno invitato a fare merenda con loro. A Francesco le mamme hanno voluto lasciare un piccolo dono prodotto delle semplici attività e varie mansioni che svolgono all'interno della Casa. Alle 17.00 il rientro in Vaticano.
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