Migranti: Tomasi, superare populismi

Tra primi rifugiati della storia la Sacra Famiglia in Egitto

(ANSA) - ROMA, 14 GEN - "Le politiche di immigrazione devono essere lungimiranti e trascendere populismi e manipolazioni e imparare dall'evidenza storica a utilizzare i talenti di tutti per costruire assieme un'identità più ricca e un futuro di convivenza pacifica per le società moderne pluraliste e multiculturali". Lo sottolinea l'arcivescovo Silvano Tomasi, segretario delegato del Dicastero vaticano per lo sviluppo umano integrale.

Ricordando che nel mondo "una persona su sette è migrante", mons. Tomasi evidenzia che "la coscienza della comunità internazionale cerca una risposta davanti all'immagine di corpi di donne e bambini ributtati al mare sulle spiagge dell'Europa meridionale, ma una politica comune efficace rimane frammentate ed elusiva". Parole che risuonano come un rinnovato appello, oggi che la Chiesa celebra la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato.

Monsignor Tomasi firma con queste parole la Prefazione al libro "La fuga in Egitto nell'arte d'Oriente e d'Occidente", di due teologi e storici del cristianesimo, Francois Boespflug ed Emanuela Fogliadini (edito da Jaca Book). Un momento della vita di Gesù e della Sacra Famiglia, quello in cui sono costretti a lasciare il loro Paese, che è quanto mai attuale. La famiglia di Nazareth, costretta a scappare in un altro Paese, "offre ai rifugiati e ai migranti - dice ancora Tomasi - conforto nelle loro difficoltà".

E allora il libro ripercorre la tradizione e le tante opere artistiche che sono state dedicate appunto alla Fuga in Egitto. Dalle prime raffigurazioni, conservate proprio al Cairo, alla rappresentazione di grandi artisti come Rubens, Rembrandt, Tiepolo, Guttuso, il volume offre un excursus nelle produzioni artistiche che, considerata l'esiguità delle parole dedicate al fatto nel Vangelo (poche righe in quello di Matteo), ha lasciato grande spazio alla creatività.

La Fuga in Egitto "è senza dubbio - concludono gli autori - uno degli episodi più affascinanti della storia sacra, perché mostra una Santa Famiglia come tante altre: in cammino e vulnerabile".(ANSA).

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