Libro su De Foucauld, 'nuovo Francesco'

La vita e la spiritualità dell'apostolo degli ultimi nel Sahara

A cento anni dalla scomparsa del beato Charles De Foucauld - l'apostolo francese degli ultimi nel deserto del Sahara. studioso della lingua e della cultura tuareg - un agile volume ripercorre vita e spiritualità di questo protagonista del cristianesimo contemporaneo. "Charles de Foucauld, vita e spiritualità", di Oswaldo Curuchich (Edizioni Terra Santa), è stato presentato presso la Delegazione della Custodia di Terra Santa, a Roma, e tra gli interventi c'è stato anche quello di fratel Gabriele Faraghini, rettore del Pontificio Seminario Romano Maggiore, che appartiene ai Piccoli Fratelli di Jesus Caritas, della famiglia spirituale di De Foucauld."Avendo da poco concluso il centenario della morte di Frère Charles, ci sembra doveroso rimetterci in cammino seguendo i suoi passi nel tentativo di convergere sempre più verso la persona del "Bien-aimé" fratello e Signore Gesù. Un piccolo contributo che vuole, quindi, venire incontro alle richieste di coloro che desiderano consigliare un testo a chi vorrebbe avvicinarsi al tema", scrive nella presentazione lo stesso Curuchich, anch'egli piccolo fratello di Jesus Caritas. Il testo è di 160 pagine in due sezioni: la prima parte dedicata principalmente alla vita di Frère Charles, attingendo ai suoi scritti; la seconda incentrata sulla spiritualità di Charles. In quest'ultima sono anche contenute una riflessione di Marco Cosini, "Da Nazaret ai confini del mondo", e la postfazione di mons. Lorenzo Chiarinelli, vescovo emerito di Viterbo, dal titolo "Afferrato da Dio, fratello universale". "La vita delineata in questo volume presenta di riflesso, attraverso Charles, la luce cristallina del Vangelo e il coinvolgimento totale di sé, nella follia dell'amore di Gesù - scrive nella prefazione Salvatore Sciannamea -. La dinamicità della vita di Frère Charles, la sua ansia contemplativa e missionaria insieme, mi fa venire alla memoria l'espressione famosa di don Tonino Bello: 'Il cristiano è contemplativo'. Charles è un contemplativo nell'azione; egli contempla il Cristo, secondo il mistero della Visitazione, nell'umanità del fratello. Egli è attivo nella contemplazione poiché porta a Gesù la vita del mondo, specie il più abbandonato e dimenticato". Per Sciannamea, "la sua vita, come viene ben delineato dall'Autore, è un'immagine del bel pastore che cerca la pecorella smarrita. I dimenticati per Charles sono i primi ai quali offrire la propria vita. L'esistenza di Charles è un canto di gratuità, una follia di bontà, un'ubriacatura di Spirito nell'ebrezza della misericordia". "La Chiesa ha camminato tantissimo e ci ha mostrato come le intuizioni del fratello universale erano non solo profetiche, ma drammaticamente necessarie alla Chiesa - prosegue -. Un detto ebraico dice che per guardare lontano bisogna mettersi sulle spalle dei giganti. Credo che Charles sia un uomo irraggiungibile, un segno che il Signore dona alla sua Chiesa per la salvezza di tutti, ogni mille anni. Egli è il Francesco del secondo millennio. Dobbiamo salire sulle spalle di questo gigante; le nuove sfide di una Chiesa in uscita, le intolleranze religiose, nuove forme di totalitarismo esigono di guardare oggi più lontano di come ha visto Charles de Foucauld".
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