Dramma Venezuela, Papa al fianco vescovi

Giovedì summit in Vaticano per studiare una soluzione alla crisi

Il Vaticano 'si muove' sulla drammatica crisi del Venezuela, dove negli ultimi due mesi si sono contati 65 morti e migliaia di feriti, oltre a più di tremila arresti, nelle manifestazioni dell'opposizione contro il governo del presidente Nicolas Maduro, che però va avanti nel suo progetto di eleggere una Costituente, contro la diffusa volontà popolare. La Chiesa cattolica del Paese si è schierata contro la volontà del regime, mentre la situazione generale appare sempre più caotica, le stesse istituzioni sono praticamente allo sbando, l'economia è in ginocchio e manca ormai di tutto, dall'acqua, al cibo, ai medicinali.

In questo quadro, il summit che si terrà giovedì in Vaticano con i vertici della Conferenza episcopale venezuelana servirà al Papa, attentissimo ed estremamente preoccupato per la crisi del Paese, a confrontarsi su soluzioni con notizie dirette, oltre quelle del nunzio mons. Aldo Giordano, ma anche a mostrarsi al fianco dei vescovi locali, a dispetto di alcune critiche su una presunta differenza di posizioni. Vero è che se Francesco si è sempre espresso per il "dialogo" tra le parti, in maniera equidistante, senza giudizi frontali contro il regime chavista, ciò era funzionale al fatto che la Santa Sede, malgrado un primo tentativo fallito, sia rimasta disponibile alla possibilità di esercitare una mediazione, cosa invece impossibile se il Pontefice si schierasse apertamente da una parte o dall'altra.

"L'incontro servirà per esporre a papa Francesco, a viva voce, la grave situazione che vive il Venezuela, già nota al Papa attraverso la Nunziatura apostolica", ha fatto sapere in una nota la Conferenza episcopale. "Sarà anche l'occasione per i vescovi venezuelani di parlare con papa Francesco nel dettaglio della crisi in cui è immerso il Paese". Sarà poi "motivo per esprimere i legami di solidarietà e per ringraziare papa Francesco delle sue preghiere, della sua vicinanza e della sua preoccupazione per il Venezuela, come affermato dalla Conferenza episcopale in varie esortazioni e comunicati".

La Presidenza della Cev che incontrerà il Papa comprende il presidente mons. Diego Padron, i vice presidenti mons. José Luis Azuaje e mons. Mario Moronta, il segretario generale mons. Victor Hugo Basabe, e i cardinali Jorge Urosa Savino e Baltazar Porras, presidenti onorari. L'ultima nota dei vescovi, del 18 maggio scorso, ha chiesto il rispetto della Costituzione e l'indizione delle elezioni come soluzione alla crisi, ribadendo che il popolo venezuelano attende il rispetto delle condizioni accettate ma non soddisfatte: apertura di canali umanitari, elezioni generali, rilascio dei prigionieri politici e rispetto dell'Assemblea nazionale. Lo stesso Urosa Savino è intervenuto per chiedere la cessazione della violenza, la fine della repressione del popolo nelle manifestazioni, il rispetto dei diritti umani, sollecitando anche le forze armate e la polizia ad essere fautori e garanti del rispetto della Costituzione, della pace e della convivenza del popolo venezuelano.

Sul dossier è al lavoro anche il card. Pietro Parolin, segretario di Stato ed ex nunzio a Caracas, che il 31 maggio ha incontrato in privato i due leader dell'opposizione, Julio Borges, presidente dell'Assemblea nazionale, e Stalin Gonzalez, capo della Fraccion Parlamentaria de la Unidad Democratica. "Siamo fiduciosi che la Santa Sede voglia una soluzione alla crisi", ha detto Borges in quell'occasione. Proprio Parolin lo scorso anno aveva chiesto al governo di adempiere agli impegni necessari all'avvio del dialogo con l'opposizione: restituzione dei poteri costituzionali al Parlamento, creazione di un canale umanitario per viveri e medicine, liberazione dei prigionieri politici e definizione di un calendario elettorale democratico.

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