Cina-S.Sede: diplomazia dell'arte; tele d'autore in dono al Papa

Delegazione ufficiale in Vaticano. "Vogliamo migliorare i rapporti"

"Appena ha visto il primo dei due quadri il Papa ha subito detto: 'E' bellissimo!'. Entrambi gli sono piaciuti tantissimo. Io gli ho spiegato: 'A regalarglieli è il popolo cinese'. E lui si è mostrato molto contento". Brillano ancora gli occhi e il sorriso a Zhu Jiancheng, segretario generale del China Culture Industrial Investment Fund (Cciif), diretta emanazione del Ministero delle Finanze della Repubblica Popolare Cinese, nel raccontare l'incontro di ieri della sua delegazione in Vaticano con papa Francesco, cui sono stati portati in dono, appunto "a nome del popolo cinese", due dipinti dell'artista Zhang Yan, anch'egli presente all'incontro.

Un nuovo passo in quella "diplomazia dell'arte" che, anche se non si sa ancora se avrà gli stessi esiti della "diplomazia del ping-pong" negli anni '70 tra Usa e Cina, sta facendo molto per il consolidamento dei rapporti e il progressivo avvicinamento tra la Santa Sede e il gigante asiatico. "La nostra iniziativa - spiega Zhu in un incontro alla Pontificia Università della Santa Croce - risponde a quanto accaduto il 14 agosto 2014 quando il Papa, sorvolando la Cina nel suo viaggio verso Seul, diede la sua benedizione al popolo cinese. Questa è una nostra risposta".

Il Cciif è un fondo di capitali d'investimento ad ampio raggio d'azione, istituito nel 2011 dal governo di Pechino con la sottoscrizione di importanti imprese culturali di proprietà statale, grandi aziende di Stato e delle maggiori istituzioni finanziarie, sulla base del Piano di Promozione dell'industria culturale cinese del 2009. E' gestito direttamente dal Ministero delle Finanze e ha il compito di promuovere e divulgare la cultura tradizionale cinese, in un rapporto stretto e integrato tra cultura e business.

"Come dice l'antico maestro Han - sottolinea il segretario generale - la vicinanza tra i popoli dipende dalla relazione dei cuori. Il nostro scopo principale è fare scambio culturale, ai fini della pace, dell'apertura, della comprensione e della fiducia reciproche. La diplomazia civile e popolare oggi è più importante rispetto a tutto il resto". Nel 2013, ad esempio, il Cciif consegnò un riconoscimento a Shimon Peres, mentre tane altre sono le attività intrattenute con vari Paesi (Australia, Cambogia, Olanda) e con organizzazioni internazionali del turismo come Unido. "Spero che i rapporti tra Cina e Vaticano - dice Zhu - portino a un miglioramento per il mondo nella pace. Ieri ho scritto una lettera al card. Parolin, con la speranza che attraverso la cultura ci sia una maggiore vicinanza tra Cina e Vaticano. Questo è il motivo siamo qua".

I due dipinti ad olio di Zhang Yan, artista 54/enne vissuto cinque anni in Tibet, il primo del 1993 e il secondo del 2013, ritraggono con mano realistica e colori intensi un anziano Lama tibetano e una bambina tibetana, figlia di pastori, che sorride stringendosi al braccio della mamma: una chiara simbologia di come si indichi un futuro felice per il Tibet nell'abbraccio con la Repubblica Popolare. Nel realizzare i dipinti, l'artista ha mescolato la tecnica "rinascimentale", da lui studiata sulle opere di Raffaello, Michelangelo, Leonardo, Caravaggio, e quella orientale specie nella preparazione dei materiali cromatici.

"Il Vaticano è il centro del mondo cattolico, una delle più grandi religioni - spiega ancora Zhu -. Il buddismo del Tibet è anch'esso una delle più antiche. Vorrei che attraverso questi due dipinti si potesse esprimere un modo di comunicare tra Cina e Vaticano". Illustrato al Papa anche il progetto per portare una raccolta di manufatti cinesi conservati ai Musei Vaticani in un'esposizione la prossima estate nella Città Proibita, "quindi un ritorno a casa", mentre una mostra di opere cinesi, tra cui dello stesso Zhang, verrà allestita in Vaticano. "Il Papa è stato felicissimo e ha dato la sua benedizione", gongola Zhu.

Ma ci sarà, prima o poi, un viaggio del Pontefice in Cina? "Questo è il suo desiderio e anche il nostro - risponde -. Quando ci sarà il suo arrivo, vorrà dire che i rapporti tra Cina e Vaticano sono pieni. E questo è il desiderio di tutti".

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