Filoni, padre Ganni splendido testimone

Libro racconta storia cristiani Mosul. Piano per ricostruzione

Le ultime parole le ha scambiate con il suo assassino. "Ti avevo detto di chiudere la chiesa. Perché non l'hai fatto?", gli ha domandato. "Come posso chiudere la casa di Dio?", ha risposto lui. La storia è quella di padre Ragheed Aziz Ganni, sacerdote di Mosul, ucciso dieci anni fa a 35 anni. Ora un libro, "Un sacerdote cattolico nello Stato Islamico", ne ripercorre la storia. Scritto dal confratello iracheno padre Rebwar Basa, il libro è stato pubblicato da Aiuto alla Chiesa che Soffre che sostiene le comunità locali provate dalla persecuzione dell'Isis, e rifugiate ad Erbil nel Kurdistan iracheno, e che ora ha avviato un mega progetto per ricostruire le case dei cristiani nella Piana di Ninive, distrutte in questi anni di occupazione da parte dei jihadisti.

A firmare la prefazione del libro è il cardinale Fernando Filoni, prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, per anni Nunzio a Baghdad e particolarmente legato alla Chiesa irachena. Parlando del sacerdote ucciso Filoni ne sottolinea la "splendida testimonianza e mette in evidenza che pubblicazioni come queste fanno bene non tanto alle persone che hanno vissuto da martire questa situazione "quanto a noi che sopravviviamo alla loro testimonianza di sangue data per la fedeltà a Cristo e alla sua Chiesa".

Il libro è stato inviato al Papa. "Mi piacerebbe incontrare il pontefice - confida l'autore, padre Rebwar - per parlargli di padre Ganni. Papa Francesco, in una preghiera dedicata ai nuovi martiri a San Bartolomeo all'Isola, lo scorso aprile, ha indossato proprio la stola che don Ragheed indossava mentre serviva a Mosul. Il Papa ci ha molto sostenuto, a parole, opere e mandando in Iraq, come suo inviato personale, il cardinal Filoni per portare aiuti e conforto". E ora il sacerdote iracheno che ha voluto ricordare la vita del confratello ha un sogno: che "padre Ganni possa essere riconosciuto come martire e canonizzato. Una chiesa così martirizzata, come quella irachena, non ha nessun santo. Spesso c'è l'imbarazzo a cominciare dall'uno o dall'altro per quante storie di sofferenza ci sono. Ma si potrebbe aprire la via con padre Ragheed". Un giovane che ha testimoniato non solo con la morte ma anche con la sua vita gioiosa e tenace, lì a Mosul per anni, nonostante le minacce.

"Al virus dell'estremismo - ha sottolineato alla presentazione del libro il direttore di Acs, Alessandro Monteduro, dobbiamo rispondere con il vaccino del sostegno alle minoranze". Dal 2014, inizio della crisi a Ninive con la cacciata dei cristiani, la fondazione pontificia ha sostenuto gli sfollati con progetti per 29,2 milioni di euro. Ora al via una sorta di 'Piano Marshall' per riportare le famiglie nei villaggi di origine, sfida che costerà 230 milioni di euro e i cui primi cantieri sono stati aperti qualche settimana fa.

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