Chiese Oriente, tra storia e futuro

Dalle origini a Gerusalemme, fino alle persecuzioni dell'Isis

E' un mosaico di storie, tradizioni, liturgie, quello della Chiesa d'Oriente. Ci sono Maroniti, Caldei, Copti; una Chiesa Siro-occidentale e una Siro-orientale. Alcuni termini cominciano a diffondersi nei media, anche a seguito delle guerre e delle persecuzioni che piagano il Medio Oriente, a partire dalla Siria e dall'Iraq. Ma le ragioni più profonde delle origini e delle differenze tra questi cristiani non sempre sono note a tutti. Nasce così il volume "Le antiche Chiese Cristiane d'Oriente" (edito da Città Nuova), scritto da Paolo Siniscalco che è stato docente di Storia del Cristianesimo all'Università 'La Sapienza' di Roma.

Il libro nasce innanzitutto proprio dall'esigenza di comprendere meglio l'attualità. "L'Oriente, che è stato la culla del cristianesimo, sarà anche la sua tomba - si chiede l'autore -, data la violenza cieca con cui vengono aggredite le persone e viene distrutto un patrimonio secolare dai fortissimi contenuti simbolici e religiosi?". Ma soprattutto: "Dobbiamo immaginare per il futuro un Medio Oriente senza cristiani?".

Nel saggio, prima di ripercorrere le origini delle differenti Chiese cristiane orientali, si ricordano i fatti recenti, dalle persecuzioni dell'Isis, al dramma dei rifugiati fino a quella che l'autore definisce una vera e propria "diaspora". Ma le Chiese in questo angolo del pianeta, il Medio Oriente, hanno sempre giocato un ruolo non secondario nell'obiettivo di "vivere insieme".

Siniscalco, nella sua panoramica storica, parla delle lingue usate nella Chiesa d'Oriente, delle forme liturgiche, mantenute intatte da secoli. Uno sguardo particolare poi a Gerusalemme dove tutto ha avuto inizio e dove ancora convivono le differenti chiese cristiane, anche se, sempre più minoranza (tra il 2 e il 3%), rispetto alle altre religioni.

Infine una riflessione è dedicata a quella che viene considerata "l'unicità dell'esperienza libanese". Nel Paese, unica esperienza nella regione, cristiani e musulmani partecipano insieme al governo della nazione. E' la stessa Costituzione a stabilire ruoli precisi tra cristiani maroniti, musulmani sunniti e musulmani sciiti. E questo ha creato uno "stile di civiltà", sottolinea lo storico, "nonostante i limiti le anomalie, i periodi oscuri che il Paese ha vissuto e vive".

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