Papa: scopre statua S.Gregorio, "oggi giorno Armenia"

Cerimonia in Vaticano con presidente Sargsyan e capi Chiesa armena

Il Papa lo ha esclamato in inglese - "It's an Armenian Day!" (oggi è il giorno dell'Armenia) - accogliendo nella Sala della Biblioteca, dopo il presidente della Repubblica Serzh Sargsyan e il patriarca supremo e catholicos di tutti gli Armeni Karekin II, anche il primate generale della Grande Casa di Cilicia Aram I. E ha suggellato così quello che oggi in Vaticano è stato un atto simbolico di grande significato, per i rapporti di vicinanza ed amicizia sia delle "Chiese sorelle", la Cattolica romana e la Apostolica armena, sia della Santa Sede con il governo di Erevan: l'inaugurazione nei Giardini della statua bronzea, dono della Repubblica d'Armenia, di San Gregorio di Narek (951-1003), dottore della Chiesa, eroe della cultura armena, autentico ponte tra Oriente e Occidente, oltre che simbolo dell'ecumenismo.

Alla cerimonia sul retro del Palazzo che ospita la Gendarmeria hanno partecipato tutte le autorità presenti, compreso Bedros XX, patriarca armeno-cattolico di Cilicia, ed anche l'autore della statua, lo scultore David Erevantsi, con cui il Papa si è soffermato a scambiare alcune battute. Della scultura bronzea, fusa nella Repubblica ceca, sono state realizzate due copie, una per i Giardini Vaticani e l'altra destinata al Catolicossato di Etchmiadzin.

L'idea di offrirla al Vaticano e al Papa era emersa due anni fa, durante il viaggio in Armenia del Pontefice (24-26 giugno 2016), quando il presidente Sargsyan donò a Francesco una piccola statua bronzea di San Gregorio di Narek con l'auspico di poterla vedere un giorno, molto più in grande, nei Giardini Vaticani. "L'arte diventa così un messaggio di fratellanza capace di unire Chiese sorelle", ha commentato l'Ambasciata armena presso la Santa Sede.

Oltre che nell'atto simbolico della cerimonia inaugurale, comunque, è stato nelle udienze a Palazzo Apostolico che i legami di amicizia sono state rinsaldati. In particolare nei "cordiali colloqui" di Sargsyan - che lunedì prossimo sarà rimpiazzato dal successore e quasi omonimo Armen Sargsyan, per la prima volta eletto dal Parlamento dopo la riforma della Costituzione in chiave parlamentare -, prima col Papa e poi col cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, "è stata espressa viva soddisfazione per le buone relazioni esistenti fra la Santa Sede e l'Armenia" e "si è rilevato che l'inaugurazione della statua di San Gregorio di Narek, Dottore della Chiesa, nei Giardini vaticani è occasione per promuovere ulteriormente tali relazioni, come anche quelle tra la Chiesa armena apostolica e la Chiesa cattolica".

Nel prosieguo dell'incontro, ha riferito la Sala stampa vaticana, "si è fatto riferimento al contesto politico regionale, auspicando la soluzione delle situazioni di conflitto, e sono stati toccati altri temi di attualità internazionale, nonché la condizione dei cristiani e delle minoranze religiose, specialmente nei teatri di guerra".

Almeno a livello pubblico, nessun elemento di polemica con la Turchia - si ricorderà la crisi diplomatica col Vaticano per le parole di Francesco sul "genocidio" armeno - se non il breve riferimento di Karekin II nel mostrare al Papa il suo dono, un libro sul monastero di Narek, che era appunto in territorio turco: "Ora non esiste più. E' stato distrutto in Turchia".

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