900 musei della Chiesa, 1 mln visitatori

Si punta a gestione più moderna, anche 'luoghi evangelizzazione'

ROMA - Sono circa 900 i musei ecclesiastici in Italia, il 20% del complesso delle istituzioni museali italiane. Un milione e più i visitatori annui. Arte sacra ma anche reperti di ogni tipo legati alla storia della Chiesa sono quello che offrono a cittadini e turisti. Pochi i fondi e molto volontariato: i musei legati alla Chiesa vogliono però fare un salto di qualità proprio per l'unicità del patrimonio che contengono e comunque per il fatto che sono e restano anche luoghi di evangelizzazione. Spesso con le opere d'arte, infatti, entra in chiesa anche chi è lontano da un'esperienza di fede. A fare il punto della situazione sono stati oggi gli esperti del settore in un convegno alla Pontifica Università Gregoriana, in concomitanza con la 'notte dei musei'. "I musei devono sempre di più essere luoghi nei quali si coltiva e si sviluppa la 'cultura dell'incontro' che, come ci ricorda Papa Francesco è prima di tutto incontro tra persone e gruppi portatori di valori, tradizioni, lingue, visioni religiose e stili di vita plurali. I Musei ecclesiastici offrono un contributo decisivo alla scoperta della identità, offrono un patrimonio con cui confrontarsi", ha detto il segretario generale della Cei, mons. Nunzio Galantino. Toccando il tema dei furti, che "riguarda più le chiese che i musei", ha precisato, "purtroppo ci sono sempre meno volontari a presidiare tutto il giorno e allo stesso tempo tutti vogliamo che le chiese siano comunque aperte", ha sottolineato il vescovo. A fare il punto della situazione è stato don Valerio Pennasso, direttore dell'ufficio Cei per i Beni Culturali Ecclesiastici e per l'Edilizia di Culto. Dall'elaborazione dei questionari pervenuti dalle diocesi emerge che molti musei sono già all'avanguardia della tecnologia con copertura wi-fi, totem touch screen, o videoproiezioni. "Tra i visitatori il 57% sono turisti", ha detto don Pennasso aggiungendo che tra le altre tipologie ci sono gruppi scolastici e parrocchiali. "Ricordiamo in ogni caso - ha aggiunto - che sono un presidio culturale sul territorio e uno 'strumento' di narrazione delle persone e delle comunità". Circa 200 di questi musei sono riuniti dal 1996 nell'Amei, l'Associazione dei Musei Ecclesiastici Italiani. "Per dare continuità serve stabilità, oltre che una riorganizzazione del comparto", ha affermato Domenica Primerano, presidente dell'Amei, sottolineando che questi musei devono essere il più possibile "luoghi di inclusione".

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