Red Dead Redemption II, la recensione

Red Dead Redemption II, la recensione

Sette anni di sviluppo per quello che è, con buona pace di Grand Theft Auto, il progetto più ambizioso di Rockstar Games. Sette anni che si vedono in ogni pixel di un gioco immenso, tutt’altro che un GTA a base di cavalli e revolver. Il protagonista di Red Dead Redemption II è Arthur Morgan, e con lui un mondo (quello del selvaggio West) prossimo alla decadenza in nome della legge, il vero grande nemico del gioco. Assalti ai treni, rapine, sparatorie, ma soprattutto tanta tanta esplorazione, dialoghi, storie che si intrecciano in una trama ineccepibile.

Red Dead Redemption II segna un punto di svolta decisivo per gli open world, soprattutto in virtù della sua vastità soverchiante. C’è sempre qualcosa da fare, e ogni volta non si sa mai come andrà a finire. Un’intricata ragnatela di cause ed effetti cattura il giocatore portandolo letteralmente in un altro mondo, dove ogni minimo particolare è curato a livello maniacale. Senza lasciarsi stordire dai numeri (duecento razze di animali possono bastare?), conviene abbandonarsi con mente aperta a un gioco che setta nuovi standard nell’intelligenza artificiale, nella realizzazione tecnica e nella libertà di azione digitale.

Editore: Rockstar Games
Sviluppatore: Rockstar Games
Piattaforme: PS4 (versione testata), Xbox One
Prezzo: 75 euro

10

PRO

  • Vastità incredibile
  • Grafica e colonna sonora eccezionali
  • Trama eccellente
  • Ore e ore di gioco

CONTRO

  • Comandi a volte macchinosi
  • Richiede molta dedizione

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