Huawei nei guai, che cosa succede dopo l’arresto della figlia del fondatore

Huawei nei guai, che cosa succede dopo l’arresto della figlia del fondatore

Il colosso tecnologico cinese Huawei (002502:Shenzhen) è stato travolto da un ciclone oggi, quando il capo finanziario Meng Wanzhou è stato arrestato in Canada. L’accusa è di aver ignorato le sanzioni all’Iran, con rischio di estradizione come richiesto dagli Stati Uniti, coinvolti nell’operazione. L’accaduto ha scatenato la crisi diplomatica, con la Cina che chiede a gran voce il rilascio di Wanzhou. Huawei era già nel mirino degli USA, che non hanno mancato nei mesi scorsi di accusare l’azienda di spionaggio attraverso i propri dispositivi e infrastrutture.

Ora che il capo finanziario del secondo produttore di smartphone al mondo, con oltre 170 mila impiegati in 170 paesi, è stato arrestato, che cosa succederà? Intanto, Wanzhou è oggetto di richiesta di estradizione in USA, anche se il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti non ha ancora rilasciato commenti. Di sicuro l’America di Trump potrebbe riprendere la guerra dei dazi per limitare l’importazione dalla Cina, mentre i mercati asiatici sono crollati in seguito all’arresto.

La tensione potrebbe sprigionarsi dal punto di vista diplomatico, e rendere di fatto il costo degli smartphone più elevato per il produttore finale. Sia che i dazi provengano dall’importazione, sia nell’improbabile evenienza che l’Occidente inizi a costruirsi da solo gli smartphone, il risultato punta a un rialzo generale dei prezzi finali. È stato calcolato che se Apple dovesse produrre gli iPhone interamente in USA, il costo del singolo telefono per l’utente oscillerebbe tra i tremila e 20 mila dollari.

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