Apple appare nei Paradise Papers, ancora conti offshore per non pagare le tasse

Apple appare nei Paradise Papers, ancora conti offshore per non pagare le tasse

Apple (NASDAQ:AAPL) avrebbe trovato il modo di versare una percentuale di imposte pari allo 0,005 per cento grazie all’ennesimo trucco offshore. Lo rivela l’indagine Paradise Papers, portata avanti in questi giorni dalle testate giornalistiche dell’International consortium of investigative journalists, che comprende L’Espresso in Italia. Tra i tanti nomi celebri, come quelli della Regina Elisabetta II e Madonna, appare anche la società di Cupertino che avrebbe spostato i conti dall’Irlanda all’isola di Jersey, protettorato britannico senza tassazione per le società estere.

Nel 2014, Apple aveva dovuto abbandonare l’Irlanda, con tanto di richiesta da Dublino di rimborsare 13 miliardi di euro sottratti allo stato. Pare quindi che Tim Cook e soci abbiano riparato a Jersey, grazie all’aiuto della società di consulenza Appleby. L’economista francese Gabriel Zucman, professore all’Università di Berkeley, sostiene che le grandi aziende trasferiscono artificialmente nei paradisi fiscali quasi la metà dei loro profitti, il 45 per cento, per un totale di 600 miliardi di dollari nel 2015. Il 73 per cento delle aziende più ricche del mondo ha filiali nei paradisi fiscali di tutto il mondo.

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