Il monitor per i veri eSportivi? Molto diverso da come lo immaginiamo

Il monitor per i veri eSportivi? Molto diverso da come lo immaginiamo

Quello degli eSportivi è ormai un vero e proprio lavoro, che può portare ad esempio un giocatore di Overwatch a guadagnare 50 mila dollari in un anno. Si tende a trascurare un aspetto fondamentale quando siamo impegnati a costruire il PC perfetto per gli eSport: e il monitor? In occasione della Milan Games Week, tenutasi a Milano lo scorso weekend, abbiamo incontrato Martino Mombrini, Direttore Marketing Divisione IT di Samsung Electronics Italia, e Francesco Vitali, Product Manager LCD Monitor. Abbiamo scoperto che molte convinzioni sui monitor usati dai campioni sono abbastanza superate.

“Tutti i monitor della nostra linea gaming sono curvi, ad esempio. Si tratta di uno standard che abbiamo introdotto nel 2014 e che troviamo perfetto per i videogiocatori”, dichiara Mombrini. “La nostra serie CHG70 con tecnologia Quantum Dot, 144Hz, supporto HDR e un tempo di risposta da 1 Ms, è la nostra risposta alle esigenze degli sportivi. La versione da 27 pollici è quella dalla grandezza ideale per un gioco come Overwatch, pur essendo disponibile fino a 49 pollici di misura, ultra wide, pensato in particolare modo per i simulatori di guida. La struttura curva e quella dimensione sono l’equilibrio perfetto: una console 4K come Xbox One X valorizza il monitor, ma il monitor valorizza la console.”

L’azienda coreana è andata oltre, creando la propria squadra di eSport: MorningStars, che si aggiunge a una serie di iniziative coltivate negli anni dall’azienda in questo mondo, come le Gaming Party Night e Fight for Glory, le competizioni dedicate agli appassionati del celebre titolo di Blizzard, Overwatch. “Quello che abbiamo notato avvicinandoci al mondo dei videogiochi competitivi è che molti ragazzi, seppur bravissimi, pensano di non potercela assolutamente fare nelle gare ufficiali. Si tende a pensare che gli eSport siano una cosa non alla portata di tutti, ma in realtà basta essere sicuri di sé e avere gli strumenti giusti”, ci ha detto Francesco Vitali.

I costi dei monitor in questi ultimi anni sono crollati, e i nostri intervistati sembrano confermare questo trend: “Inoltre, non necessariamente si abbassano i prezzi, ma allo stesso costo ormai è possibile accedere a un tipo di tecnologia molto più avanzata, impensabile anche solo due anni fa”.

Post correlati