Wolfenstein II: The New Colossus per Switch, la recensione

Wolfenstein II: The New Colossus per Switch, la recensione

I protagonisti di The New Colossus, ognuno con vicende personali dettagliate e sviscerate nel gioco, si muovono sullo sfondo di un’America ipertecnologica e supersviluppata frutto della vittoria delle forze naziste durante la Seconda guerra mondiale. Siamo nel 1961, e la Resistenza combatte per una seconda rivoluzione americana, che ripercorre attentamente i luoghi storici di questi Stati Uniti sotto l’ombra della svastica.

Il gioco ha almeno due meriti: in primis, crea un contesto storico fittizio per riuscire a narrare la Storia (quella reale) da un altro punto di vista, e in questo riesce persino a lanciare messaggi ben visibili in mezzo al sangue simulato che viene versato (molto). Secondo, ridà dignità al genere degli FPS single player, ingiustamente scarso in titoli di rilevo che possano competere con la mole di esemplari della variante multiplayer e online.

La conversione del gioco su Switch ha richiesto tempo, la qualità visiva è stata ovviamente sacrificata, il framerate è dimezzato, ma il team di Panic Button è riuscito in un altro miracolo dopo la conversione di Doom: ha mantenuto sostanzialmente inalterata l’intera esperienza di gioco disponibile su PS4, Xbox One e PC. Non è poco, se si considera che Wolfenstein II è un titolo con un’ottima trama e un grande ritmo, ora disponibili anche in versione portatile con l’aggiunta dei comandi di movimento grazia ai quali è possibile mirare con il Joy-Con.

Editore: Bethesda Softworks
Sviluppatore: Panic Button
Piattaforme: Switch
Prezzo: 60 euro

8.5

PRO

  • Ottimo adattamento tecnico
  • Sistema di controllo alternativo
  • Il gioco è sempre ottimo

CONTRO

  • Framerate a volte troppo incerto
  • Assenza dei DLC

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