Wolfenstein II: The New Colossus, la recensione

Wolfenstein II: The New Colossus, la recensione

Il rapporto di amore e odio che lega i videogiocatori alla saga di Wolfenstein passa per ricordi d’infanzia che fanno di Castle Wolfenstein (Apple II, 1981) una pietra miliare nel cuore delle carriere di molti giocatori. Chiunque abbia videogiocato con passione, nella propria vita, ha incrociato uno o l’altro episodio di questa serie, ma non tutti gli incontri sono stati fotunati. Ora, nelle mani di MachineGames, Wolfenstein è già al secondo ritorno sulle scene ed è diventato uno sparatutto in prima persona per giocatore singolo improntato su una forte componente narrativa e fantapolitica.

I protagonisti di The New Colossus, ognuno con vicende personali dettagliate e sviscerate nel gioco, si muovono sullo sfondo di un’America ipertecnologica e supersviluppata frutto della vittoria delle forze naziste durante la Seconda guerra mondiale. Siamo nel 1961, e la Resistenza combatte per una seconda rivoluzione americana, che ripercorre attentamente i luoghi storici di questi Stati Uniti sotto l’ombra della svastica.

Il gioco ha almeno tre meriti: in primis, crea un contesto storico fittizio per riuscire a narrare la Storia (quella reale) da un altro punto di vista, e in questo riesce persino a lanciare messaggi ben visibili in mezzo al sangue simulato che viene versato (molto). Secondo, ridà dignità al genere degli FPS single player, ingiustamente scarso in titoli di rilevo che possano competere con la mole di esemplari della variante multiplayer e online. Infine, visto che non si vive di sola filosofia, regala anche una realizzazione tecnica poderosa: MachineGames ha lavorato per tenere il framerate fisso a 60 frame al secondo, senza sacrificare nulla in termini di dettaglio.

Editore: Bethesda Softworks
Sviluppatore: MachineGames
Piattaforme: Xbox One (versione testata), PS4, Windows
Prezzo: 69,99€ (console), 59,99€ (PC)

9

Giudizio

In un periodo di grande revival per il mondo dei videogiochi, o per meglio dire in un periodo in cui Crash Bandicoot arriva a competere con FIFA per il dominio del conto vendite annuale, è bello vedere che qualcuno ha ancora il coraggio di prendere un vecchio brand e darlo in mano a uno sviluppatore che sappia davvero amarlo trasformandolo. In questo, Wolfenstein II è una conferma del buon lavoro fatto con il precedente The New Order, ma ha il coraggio di osare di più con scelte stilistiche che sfruttano un'ottima narrazione e un'eccellente realizzazione tecnica.

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