Shadow of the Tomb Raider, la recensione

Shadow of the Tomb Raider, la recensione

La nuova trilogia di Lara Croft, iniziata nel 2013 con un reboot accolto da molti come una rinascita della serie, volge al termine con questo Shadow of the Tomb Raider, che ci mostra ancora una volta un cambio di personalità per la predatrice di tombe più famosa della ludosfera. Finalmente, Lara torna ad essere sfacciata e senza scrupoli, in una chiusura del cerchio che la porta a somigliare a quella della serie originale. Non a caso, Shadow of è colmo di citazioni non solo da film sui Maya, ma proprio dai Tomb Raider che furono.

La campagna principale è sensibilmente accorciata rispetto a Rise of the Tomb Raider, del quale questo gioco è il seguito dal punto di vista cronologico. In una decina di ore arriverete a risolvere il mistero principale, in una trama tra alti e bassi che in qualche modo riprende ancora di più Uncharted di Naughty Dog. Il nuovo lavoro di Eidos e Crystal Dynamics è però colmo di quest secondarie, aspetti GdR di espansione del personaggio e, soprattutto, le migliori tombe mai viste in questa ultima trilogia, più ampie e piene di situazioni interessanti da giocare.

Tecnicamente il gioco offre visuali solide e convincenti, al pari con i titoli più spettacolari usciti quest’anno. Non è esente da glitch, nulla che non si possa risolvere con degli aggiornamenti. Le migliorie estetiche per le versioni pro delle console sono evidenti, e il gioco permette di selezionare tra frame rate e risoluzione. In entrambi i casi, questo episodio distacca nettamente i precedenti per qualità grafica.

Editore: Square Enix
Sviluppatore: Crystal Dynamics, Eidos Montréal
Piattaforme: Xbox One (versione testata), PS4, PC
Prezzo: 75 euro (console), 60 euro (Steam)

8

PRO

  • Ottima grafica
  • Moltissimi segreti da scoprire
  • La Lara migliore della nuova trilogia

CONTRO

  • Longevità scarsa
  • Missioni secondarie trascurabili
  • Sistema di progressione a volte macchinoso

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