Ni No Kuni II: il Destino di un Regno per PC e PS4, la recensione

Ni No Kuni II: il Destino di un Regno per PC e PS4, la recensione

Quando uscì nei primi anni ‘10, Ni No Kuni segnò il fortunato incontro tra i veterani dei giochi di ruolo giapponesi Level-5 e lo Studio Ghibli di Hayao Miyazaki e Isao Takahata, uno dei più importanti studi di anmazione del mondo. Il risultato, su DS e PS3, fu un GdR di stampo classico con una direzione artistica eccelsa. Anni dopo, Level-5 è tornata sul progetto priva della benedizione dello Studio Ghibli ma ancora graziata dal character designer originale e ora indipendente, Yoshiyuki Momose, e dal compositore delle musiche di Joe Hisahishi. Lo Studio Ghibli, tuttavia, non è coinvolto nel gioco e si sente, sebbene sia stato fatto tutto il possibile per mantenere uno stile quanto più vicino a quello della casa di Totoro.

Il gioco trascina un uomo di una realtà molto simile alla nostra, Roland, in un mondo fatato dove il re in carica, attualmente vittima di un colpo di stato, ha le orecchie da gatto e si chiama Evan. Il duo partirà alla ricerca del modo per permettere a Evan di riconquistare il trono, secondo una progressione molto classica che prevede, come in ogni JRPG che si rispetti, la crescita del party e un sistema di abilità e equip canonico. Le uniche variazioni sul tema sono il sistema di combattimento, in tempo reale e molto semplificato, e i Cioffi, delle creaturine da potenziare e raccogliere che ci aiuteranno in battaglia. Un sistema simile ai Famigli del primo capitolo, ma con molto meno farming. In generale, dove il primo capitolo puntava a una strategia più marcata aiutato da una difficoltà medio alta, Ni No Kuni II è fieramente facile. Al gameplay di esplorazione classico, che include una mappa del mondo proprio come i JRPG di un tempo, troviamo una porzione che ci permette di costruire il nostro nuovo Regno studiandone la struttura, la popolazione e le risorse.

Dal punto di vista artistico, il gioco è innegabilmente ispirato sebbene a volte sappia un po’ di ispirazione forzata ai classici Ghibli più conosciuti, senza toccare però lo stesso livello. Non ci sono sequenze animate in modo classico, ma i personaggi sono realizzati con poligoni anche nelle scene di intermezzo. Spesso, tuttavia, è impossibile accorgersene: più di una volta il gioco sembra un vero cartone animato che prende vita, se non fosse per il fatto che a volte singhiozza (specialmente su una PS4 standard) e le ambientazioni, eccezion fatta per le splendide città, non sono sempre curatissime.

Appreziamo molto il fatto che Level-5 abbia deciso di riprendere in mano la serie, e non ci manca la macchinosità e le bizzarrie pokémonesche del primo capitolo, che però artisticamente rimane su un altro livello. L’avventura di Roland e Evan è più semplice da giocare, è vero, ma non è mai noiosa: meno storia e più gioco, per un titolo che resta assolutamente fedele ai canoni dei JRPG andando a pescare da quelli che in passato avevano anche una porzione di simulatore, come Dark Cloud. Il risultato fatica ad essere un capolavoro, ma nell’insieme è gradevolissimo da osservare e divertente da giocare.

Editore: Bandai Namco
Sviluppatore: Level-5
Piattaforme: PS4 (versione testata), PC
Prezzo: 70 euro (PS4), 60 euro (PC)

8

PRO

  • Sistema di combattimento immediato
  • Colonna sonora eccelsa
  • Bel mondo di gioco e bei personaggi

CONTRO

  • Un po’ troppo semplice
  • Tecnicamente altalenante

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