Hellblade: Senua’s Sacrifice per Xbox One, la recensione

Hellblade: Senua’s Sacrifice per Xbox One, la recensione

Uscito l’estate scorsa su PC e PS4, l’indie tripla A di Ninja Theory (DmC, Heavenly Sword) si è goduto un anno di successi e riconoscimenti, non ultimo il premio come miglior personaggio protagonista agli Italian Video Game Awards. L’arrivo su Xbox One include tutte le migliorie aggiunte nei vari update e le specifiche tecniche aumentate su Xbox One X, con risoluzione 4K a 60 frame al secondo e tre modalità grafiche tra cui scegliere, per un risultato cosmetico finale che riesce a distaccare la versione PS4 Pro.

Hellblade: Senua’s Sacrifice racconta la storia nel viaggio nella mente di Senua, alle prese con i mostri che la divorano dall’interno. Persino il giocatore è soltanto una delle voci nella sua testa, mentre avanza lungo livelli lineari (corridoi per lo più, ma sapientemente camuffati da mondi distorti e evocativi) uccidendo nemici in scontri cruenti. A volte Senua dovrà risolvere degli enigmi, spesso ripetitivi come se fossero il ticchettio nervoso di una compulsione ossessiva. A ogni morte, si perde un po’ di anima, ma se si esaurisce anche questa, per Senua potrebbe essere l’inizio della fine. Piuttosto difficile che accada, ma sufficiente ad instillare la giusta ansia.

Tecnicamente ottimo per la sua fascia di prezzo, Hellblade dura dalle sei alle otto ore di esplorazione e combattimenti. Né gli uni né gli altri sono tuttavia il punto forte del gioco, che piuttosto stupisce per riuscire a narrare una storia con ogni peculiarità del medium videogioco, senza dover scimmiottare film o libri.

Editore: Ninja Theory
Sviluppatore: Ninja Theory
Piattaforme: Xbox One
Prezzo: 30 euro (digitale)

7.5

PRO

  • Tematica adulta e originale
  • Tecnicamente curato
  • Molto intenso
  • Utilizzo di Xbox One X visibile

CONTRO

  • Il gameplay è ripetitivo

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