Fist of the North Star: Lost Paradise, la recensione

Fist of the North Star: Lost Paradise, la recensione

Con questo gioco il Ryu ga Gotoku Studio scrive una lettera d’amore per una saga anime e manga che è rimasta nel cuore del pubblico tanto in Giappone quanto in Italia: Hokuto no Ken, da noi Ken il Guerriero, vero e proprio monumento sulla cresta dell’onda dal 1983. E lo ha fatto fondendolo con la sua serie principale, quello Yakuza che anche l’occidente ha imparato ad apprezzare come uno dei giochi d’azione più validi degli ultimi anni. Il “bizzarro” esperimento arriva ora anche in Europa, curiosamente aiutato da un doppiaggio in inglese (presente anche quello in lingua originale) che a Yakuza è sempre mancato.

Gli sviluppatori hanno deciso di creare un arco narrativo che parte da alcune premesse del manga per svilupparsi in modo del tutto inedito: Kenshiro vaga alla ricerca dell’amata Yuria fino a quando non scopre che è stata vista in una città, Eden, la Lost Paradise del titolo, che è l’ultimo avamposto dell’umanità dopo il disastro nucleare. E il gioco è fatto: proprio come Kamurocho in Yakuza, a Eden Kenshiro dovrà portare avanti la sua ricerca, dedicarsi a missioni secondarie, fare acquisti ed esibirsi in attività “alternative” proprio come Kazuma Kiryu. Vedere Ken preparare cocktail o dedicarsi alla cura dei reumatismi tramite la tecnica di Hokuto è molto strano, ma sicuramente racchiude un lampo di genialità.

Il sistema di combattimento è molto simile a quanto visto in Yakuza, lasciando spazio alla pressione di tasti al momento giusto specialmente nelle spettacolari lotte con i boss. Nelle risse “canoniche”, tuttavia, una certa ripetitività di fondo rovina l’esperienza. Così come i limite tecnici imposti al gioco, che non brilla mai particolarmente pur essendo molto fedele al manga. Per i fan di Kenshiro, tuttavia, si tratta di una boccata d’aria fresca che anzi non teme di superare i limite di un normale tie-in.

Editore: Sega
Sviluppatore: Ryu ga Gotoku Studio
Piattaforme: PS4
Prezzo: 70 euro

7

PRO

  • Yakuza incontra Kenshiro
  • Ottima trama originale
  • Boss spettacolari

CONTRO

  • Tecnicamente debole
  • A tratti ripetitivo
  • Colonna sonora non originale

Post correlati