Dragon Quest XI per PS4 e PC, la recensione

Dragon Quest XI per PS4 e PC, la recensione

Dopo oltre trent’anni sul mercato, la saga di Dragon Quest è ancora uno dei nomi più di richiamo nel pantheon dei franchise giapponesi: l’ultimo capitolo, uscito in oriente su PS4 e 3DS, è riuscito a vendere due milioni di copie in due giorni, un record annunciato che da decenni accompagna in modo simile ogni lancio di un nuovo episodio. La sofferta localizzazione in inglese (con testi in italiano) arriva finalmente a compimento con una versione riveduta e corretta del GdR, con limature lodevoli al gameplay e alcuni dettagli tecnici migliorati, e mentre si perde per strada la versione 3DS l’occidente guadagna quella PC.

Rispetto ai precedenti, Dragon Quest XI ha un respiro internazionale: non è un open-world, ma la vastità del mondo esplorabile suggerisce a tratti il contrario. Inoltre, i combattimenti sono meno frustranti e soprattutto completamente personalizzabili, con un sistema semi automatico di turni che alza esponenzialmente il livello strategico degli stessi. Tecnicamente il cel-shading che accompagna il gioco è sempre coloratissimo e dettagliato, anche se le scene di intermezzo sono sicuramente più curate di quelle di gioco. Il character design di Akira Toriyama (mangaka celebre per Dragon Ball) è meno vistoso rispetto al passato, quasi più elegante.

Su tutto, è la trama e i personaggi del gioco a essere come sempre gli assoluti protagonisti di questo undicesimo Dragon Quest. Se la struttura di gioco è volutamente rétro e a primo acchito difficilmente digeribile da un giocatore occidentale, è il dipanarsi della storia che vi incollerà per le quaranta ore della campagna. Il vantaggio è che tutto scorre molto piacevolmente, in modo meno stressante rispetto alle puntate precedenti. Già dopo le prime ore di gioco, insomma, il successo giapponese di questo titolo vi sarà chiaro.

Editore: Square Enix
Sviluppatore: Square Enix
Piattaforme: PS4, PC
Prezzo: 60 euro

9

PRO

  • Personaggi eccezionali
  • Ottima trama
  • Colonna sonora sinfonica
  • Ottimo cel-shading

CONTRO

  • A volte troppo classico
  • Difficoltà non sempre progressiva

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