Call of Duty: WWII, la recensione

Call of Duty: WWII, la recensione

Era tempo per Activision di aggiornare la Seconda guerra mondiale ai tempi del 4K, ed è fondamentalmente con questo intento che Sledgehammer Games ha confezionato questo appuntamento annuale di Call of Duty. Bisogna dire che su una PS4 Pro o una Xbox One il gioco vale la candela. WWII parte dalla Normandia per dare un nuovo significato al concetto di sparatutto in prima persona. La modalità storia ci permette infatti di vivere un’avventura ben scritta e con una buona regia, anche se la svolta narrativa seguita nel gioco ci pone spesso nella scomoda situazione di non distinguere bene a chi e a cosa sparare. Rispetto al passato sarà più spesso necessario nascondersi o procedere cautamente.

Le altre due anime di Call of Duty rispondono all’appello: un ottimo comparto online, che abbandona le sottigliezze del single player per offrire sfide frenetiche, e una riuscita parte zombi che questa volta non si limita alla distruzione bruta di non morti, ma cerca di creare anche momenti di suspense più sottile. Novità gradita è il Quartier Generale, una sorta di anticamera per le partite online che cambierà aspetto nel corso delle stagioni e permette di entrare in contatto con gli altri giocatori, confrontare le statistiche e affrontare insieme missioni varie.

Editore: Activision
Sviluppatore: Sledgehammer Games
Piattaforme: PS4 (versione testata), Xbox One, Windows
Prezzo: 69,99€ (console), 59,99€ (PC)

8.5

Giudizio

Call of Duty: WWII sarà gradito a tutti i nostalgici della serie, in quanto rinfresca l'immaginario legato ai primi episodi con una ottima realizzazione tecnica, consigliate in tal senso le console 4K. Purtroppo il ritmo di gioco risulta interrotto da momenti poco chiari negli obiettivi e nei bersagli, e va segnalata anche la presenza di microtransazioni per ottenere armi e oggetti bonus. La sezione eSports è senza dubbio la parte migliore del gioco, arricchita da una componente social molto funzionale.

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