Assassin’s Creed Origins, la recensione

Assassin’s Creed Origins, la recensione

Bayek è un po’ il padre di tutti gli Assassini, visto che dopo un anno di pausa la saga di Assassin’s Creed ha deciso di indagare sulle origini del Credo. Ambientato in Egitto a partire da pochi anni prima la nascita di Cristo, Assassin’s Creed Origins è un episodio ambizioso e fortunatamente lontano dalle debolezze di Unity o Syndicate. Il gameplay è molto solido, ci sono tantissime cose da fare e moltissime missioni, e una volta per tutte viene abbandonata la filosofia della fuga come soluzione di tutti i mali. In questo gioco è necessario pensare di più, non fosse altro perché i nemici hanno un livello di esperienza che detta selettivamente la possibilità di affrontarli. Questo dà motivo di esistere alla grossa parte di potenziamento del personaggio in Origins, ma allo stesso tempo finisce per mutilare la libertà che un open world dovrebbe garantire senza compromessi.

Quando si pensa ad Assassin’s Creed, il parkour e la scalata vengono subito alla mente. Se tutti gli altri episodi erano ambientati in epoche che non lesinavano edifici da scalare, Origins non è da meno ma rinuncia ai palazzi e agli edifici in senso classico per favorire strutture immense e faraoniche (in tutti i sensi). L’occhio dell’aquila, tipico potere degli Assassini per scovare punti di interesse, qui è diventato un’aquila a tutti gli effetti, che sotto il comando di Bayek perlustrerà le zone dall’alto. Infine, un nuovo sistema di arrampicata e di combattimento svecchia la formula stantia della saga pur risolvendosi in una forsennata pressione del tasto X. Dal punto di vista narrativo, molto importante il ruolo della moglie di Bayek, Aya, a conti fatti co-protagonista del gioco alleggerendo Assassin’s Creed dalle accuse di sessismo che lo accompagnano pressoché dalla nascita.

La realizzazione tecnica è vibrante, particolarmente colorata ed evocativa, ancora più spettacolare con le console compatibili Ultra HD. Tuttavia, continuiamo a vedere meno solerzia da parte du Ubisoft Montreal sulla realizzazione dei personaggi, che passano dalla innaturalità di alcuni principali alla mediocrità assoluta di quelli non giocabili. Vanno segnalati anche alcuni glitch e cali di framerate. Il sistema di gioco ci è parso complicato sotto alcuni di vista e castrato sotto altri, e tendiamo a trovare inutile se non dannoso l’inserimento di microtransazioni. Sbagliato, in un gioco del genere, offrire ai giocatori la possibilità di alleggerire la difficoltà comprando bonus extra con denaro reale, anche se l’entità dell’aiuto vale sicuramente meno dei soldi richiesti.

Editore: Ubisoft
Sviluppatore: Ubisoft Montreal
Piattaforme: PS4 (versione testata), Xbox One, Windows
Prezzo: 69,99€ (console), 59,99€ (PC)

8

Giudizio

Le due novità più apprezzabili di Assassin's Creed Origins sono la sua svolta da gioco di ruolo, piuttosto marcata, e una storia finalmente avvincente e ben scritta. Per il resto, si tratta di un aggiornamento piuttosto che una rinascita, i cultori della serie ne resteranno comunque entusiasti. Chi cerca un gioco realmente nuovo dovrà accontentarsi di esplorare l'antico Egitto come mai fatto prima, pur incontrando tutti i peccati veniali della saga (la ripetitività e la realizzazione tecnica troppo ambiziosa per essere scevra di difetti), e anche qualcuno nuovo (le microtransazioni).

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