Assassin’s Creed Odyssey, la recensione

Assassin’s Creed Odyssey, la recensione

La saga di Assassin’s Creed sbarca nel 431 a.C. per portarci nel Peloponneso, ai tempi della guerra tra Spartani e Ateniesi. E ci permette di scegliere da subito se impersonare Alexios o Kassandra, due fratelli uniti da un terribile destino. Al solito, la storia si espande coinvolgendo tutte le figure storiche reali che vi possano venire in mente. Assassin’s Creed Odysey offre la mappa più vasta mai vista in un gioco della serie, e la realizzazione tecnica obiettivamente più vibrante che l’abbia mai graziata.

Le meccaniche di gioco, purtroppo, restano ancorate a una ripetitività di fondo che uccide l’essenza da open-world: per sbloccare determinati avvenimenti è necessario dedicarsi ad azioni spesso ripetitive. Queste sono ulteriormente appesantite dal complesso sistema di crescita ad albero, che ha arricchito l’aspetto GdR del gioco a scapito della profondità nel combattimento effettivo, ora semplificato.

Editore: Ubisoft
Sviluppatore: Ubisoft Quebec, Ubisoft Montréal
Piattaforme: PS4 (versione testata), Xbox One, PC
Prezzo: 70 euro (console), 60 euro (Steam)

8

PRO

  • Visivamente maestoso
  • Una mappa immensa
  • La storia è avvincente

CONTRO

  • Ripetitivo
  • Richiede un'ossessiva ricerca di risorse
  • Il combattimento ha perso mordente

Post correlati