Laser League, abbiamo provato l’ambizioso eSport del futuro


Sembrano lontani i tempi in cui pensavamo che vestirci di sensori luminosi e sfidarci all’ultimo laser all’interno di stanze buie sarebbe diventato uno sport a tutti gli effetti. Eppure, gli eSports sono diventati molto più reali di qualsiasi sport futuristico riuscissimo ad immaginare. Se finora il mondo si è connesso per combattersi interpretando eroi fantasy o macchinine radiocomandate che inseguono un pallone, non stupisce che in futuro possa farlo per darsela a colpi di barriere laser: è quanto propone Laser League, gioco di 505 Games attualmente in accesso anticipato su Steam al prezzo di 14,99 euro. Lo studio di sviluppo è Roll7, che ha cambiato completamente stile dai tempi del suo OlliOlli, che nel 2015 vinse un BAFTA.

Seppur priva di una modalità classificata, la versione attualmente in commercio offre l’esperienza completa della regole di Laser League: due squadre da due o tre componenti ciascuna, un’arena chiusa, dei “nodi” da calpestare che attivano dei raggi laser che elimineranno il primo avversario che li sfiorerà. Per rientrare in gioco, è necessario che un compagno di squadra passi sopra il punto in cui è morto l’amico per rianimarlo. Non è tutto così semplice: i nodi, i laser, i power-up che appaiono variano da arena ad arena e da partita a partita, senza contare che è possibile interpretare una delle sei classi al momento disponibili. Ladro, Sfonda, Killer, Etereo, Scossa e Lama: ognuno ha la propria abilità speciale, ognuna delle quali ulteriormente personalizzabile dalla scelta di uno dei due modificatori disponibili.

Laser League possiede l’immediatezza dei giochi con regole semplici ma variabili pressoché infinite, e sebbene non sia eccelso dal punto di vista tecnico, ha secondo noi la stoffa per imporsi nel panorama degli eSports. L’anima online del gioco è sicuramente la più spiccata, sebbene sia possibile giocare anche in locale. L’alto livello di azione frenetica e strategia rendono Laser League molto interessante, con una community già affezionata e competitiva. In vista della versione definitiva, è auspicabile l’inserimento di una chat vocale: la coordinazione di squadra nel gioco ci sembra già indispensabile. Niente male per un gioco che era nato nel 2014 come un esperimento, e potrebbe diventare la “next big thing” degli eSports.

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