Turismo: Cividale, cucina friulana ma con intreccio sapori

Sul trono la gubana. A ottobre 27/o 'Invito a pranzo'

Redazione ANSA

CIVIDALE DEL FRIULI (UDINE) - Basata su ingredienti poveri, ma genuini, la cucina di Cividale e delle Valli del Natisone (Udine) è un intreccio di sapori, colori e profumi tutti da scoprire o ritrovare. Frutto della sapienza antica è, ad esempio, la ricetta della gubana, la regina dei dolci in loco e uno dei simboli non solo della città ducale e delle Valli, ma di tutto il Friuli. Una "leccornia" che parla di prodotti della terra e del bosco, rigorosamente a km 0, mescolati e modellati ad arte per ottenere un risultato d'eccellenza.
Come accade nel leggendario Forno Cattarossi, a pochi metri dal Ponte del Diavolo, a Cividale, dove le grandi mani di Alberto Blasutig - panificatore e pasticcere dal 1958 - impastano le gubane secondo i dettami dei primi inventori della torta/focaccia ripiena, che è originaria proprio delle vicine Valli. Morbida e profumata è la golosa versione firmata da Alberto, che anche in occasione dello scorso capodanno 2018, dopo 12 edizioni e 12 record consecutivi, ha creato la "gubana più grande del mondo".
Tra le altre specialità locali, anche lo Slivovitz, acquavite ricavata dalla distillazione di un liquido frutto principalmente dalla fermentazione di prugne; ma anche gli strucchi, fagottini realizzati con lo stesso ripieno della gubana, anch'essi originari delle Valli del Natisone.
La cucina tipica del luogo è un trionfo "mitteleuropeo" di contaminazioni, tra suggestioni friulane e apporti sloveni e germanici. Tutto a portata di menù nei ristoranti del centro di Cividale, ma anche negli agriturismi sparsi nei dintorni.
Dal 5 ottobre al 9 dicembre, piatti che rievocano la storia dei luoghi e ricette che mescolano la tradizione e la sperimentazione arriveranno sulle tavole della manifestazione "Invito a Pranzo nelle Valli del Natisone", giunta alla 27/a edizione. Ogni ristorante (e agriturismo) proporrà una storia e un menù diverso tutto da degustare. Nessuna sorpresa al momento di pagare il conto, perché i menù a degustazione sono, in questo caso, a prezzo fisso (bevande escluse), offrendo a turisti e visitatori l'opportunità di godere dell'alta cucina nel segno della convenienza.

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