Svizzera

L'Albo d'oro
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Svizzera (foto: Ansa)

Svizzera

Vuole crescere e sfatare un tabù

La Svizzera allenata dall'ex laziale Vladimir Petkovic è stata ammessa alla fase finale dell'Europeo grazie al secondo posto nel Girone E delle qualificazioni (alle spalle dell'Inghilterra) e ai 21 punti ottenuti in 10 partite, frutto di sette vittorie e tre sconfitte, con 24 gol fatti e otto subiti. La Svizzera è alla quarta partecipazione in una fase finale dell'Europeo, dopo quelle del 1996, 2004 e 2008, che ospitò assieme all'Austria, ma è sempre stata eliminata nella prima fase.
L'obiettivo di Petkovic, alla guida della Nazionale dal 2014, dopo avere concluso la propria esperienza sulla panchina della Lazio (con la quale vinse anche una Coppa Italia), è di sfatare quantomeno questo tabù. Per farlo, il tecnico di origine bosniaca - ma con passaporti svizzero e croato - si affida a un elastico 4-2-3-1, ma anche all'esperienza di alcuni elementi collaudati, come l'ex interista Shaqiri, il centrocampista Inler, con un passato nell'Udinese e nel Napoli, il fluidificante juventino Lichtsteiner, signore e padrone della fascia destra.
E' una squadra solida, la Svizzera, senza stelle di prima grandezza, ma con un equilibrio invidiabile. Gioca un calcio semplice, lineare, cerca di sfruttare al meglio le incursioni di Shaqiri, ma anche le geometrie di Inler, la vena realizzativa di Josip Drmic, centravanti di origine croata, classe 1992, giocatore completo, potente e dotato di un grande fiuto del gol. Per Drmic, che l'estate scorsa è stato ceduto in prestito dal BorussiaMoenchengladbach all'Amburgo, è facile prevedere un futuro brillante. L'Europeo potrebbe rappresentare un vero e proprio trampolino di lancio. Il portiere Diego Benaglio, di chiare origini italiane, garantisce sicurezza alle spalle di Senderos e Djorou.
La Svizzera è una mina vagante nel Girone A, del quale fanno parte anche Francia, Romania, Albania, ed è pronta a giocarsi le proprie chance con estrema determinazione. La qualificazione a Francia 2016 è arrivata senza eccessivi patemi: Estonia, San Marino, Lituania e Slovenia non potevano rappresentare ostacoli insormontabili. Anche perché, per anni, la Svizzera aveva accumulato delusioni in serie, fino a quando sulla panchina è arrivato l'inglese RoyHodgson, l'uomo che ha cambiato i destini della Nazionale elvetica.
Dopo aver portato la squadra alla fase finale dei Mondiali per la prima volta in 28 anni (a parte il Mondiale ospitato nel 1954), Hodgson ha fatto altrettanto in occasione degli Europei 1996. Unico neo il fiasco rimediato nel 2008 quando, da squadra ospitante, la Svizzera non riuscì a superare il primo turno e ad approdare nei quarti. L'occasione per il riscatto si presenterà in Francia e questa volta i rossocrociati non vogliono lasciarsi scappare il passaggio del turno. Avversari permettendo, naturalmente.

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