Russia

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(*) vinto come URSS
Russia (foto: Ansa)

Russia

Euro 2016 prova generale del Mondiale in casa

Fosse stato un Europeo 'normale', quindi non a 24 squadre, la Russia forse non ci sarebbe stata. Le cose sono andate diversamente grazie anche al nuovo format, ma la paura di non farcela è stata tanta. Alla fine è arrivato il secondo posto nel gruppo G dietro l'Austria, e la sospirata qualificazione.
A giugno dell'anno scorso la situazione sembrava compromessa, perchè la squadra aveva ottenuto soltanto 8 punti in 6 partite e a farne le spese è stato l'allenatore. Così Fabio Capello, nonostante il contratto fino ai Mondiali del 2018, è stato liquidato con una ricchissima buonuscita (si è scritto di 15 milioni di euro, per incassare i quali 'Don Fabio' ha dovuto penare a lungo), e al suo posto è arrivato un ct di casa, l'ex portiere Leonid Slutski che dovette appendere i guanti al chiodo dopo una brutta caduta da un albero. Da allenatore ha guidato con profitto Sovetov Samara e Cska Mosca, al punto da guadagnarsi la chiamata dei vertici federali dopo la decisione di separarsi da Capello.
La Russia di oggi non è spettacolare come quella del 2008, quando agli Europei in Svizzera e Austria arrivò fino in semifinale, con Vienna invasa dai suoi tifosi, e gioca un calcio fatto di intensità e pressing, e in cui Slutski ha trapiantato quel modulo 4-5-1 a cui si è quasi sempre affidato a livello di club. In porta ha rilanciato Akinfeev, 'messo in croce' dalla critica dopo il grossolano errore ai Mondiali del 2014 costato la sconfitta contro la Corea del Sud. In attacco, unica punta dello scacchiere tattico, si è messo in evidenza, la 'pertica' (è alto 1.94) ArtemDzyuba, 8 reti nelle qualificazioni e bomber anche dello Zenit, dopo essere stato negli anni scorsi protagonista della Premier russa con Spartak Mosca e Rostov. La storia del suo passaggio a parametro zero all'ex squadra di Spalletti (i cui tifosi hanno rapporti molto tesi con quelli dello Spartak) è stata caratterizzata dai ripetuti interventi del Ministro dello Sport VitalyMutko, ex presidente proprio dello Zenit e a un certo punto sembrava che tutto potesse saltare.
Le cose sono state meno complicate in nazionale, dove per ora Dzyuba non ha mostrato un'altra sua caratteristica, che è quello di litigare con gli allenatori, come ha fatto allo Spartak prima con ValeryKarpin e poi con Murat Yakin. Così la Russia procede grazie anche ai suoi gol, e alle giocate di vecchie conoscenze come Denisov, Shirokov, Kokorin e Zhirkov, campioni annunciati che non hanno mantenuto fino in fondo le promesse. Sognano di farlo tra due anni ai Mondiali che giocheranno in casa, e per questo Euro 2016 è considerato dalla Russia quasi una prova generale. Il girone è superabile, il pericolo vero viene considerato solo l'Inghilterra ma l'obiettivo che la Russia non potrà assolutamente fallire è quello iridato fra poco più di due anni.

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