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Ue:Angelilli,Italia rispetta impegni,Europa faccia sua parte
Spetta a Bruxelles dare segnale su crescita e occupazione
02 maggio, 13:55 (ANSA) - BRUXELLES, 2 MAG - ''Bene ha fatto il Premier Letta,
nei primi giorni di governo, ad incontrare i Presidenti Merkel,
Hollande e Barroso. Con questo tour europeo e' stato di fatto
ricordato che, nonostante la crisi, l'Italia e' la terza
economia europea e come Paese fondatore deve avere un ruolo
chiave nel processo decisionale europeo'', dichiara il
vicepresidente Pdl del Parlamento europeo Roberta Angelilli.
''Ma se l'Italia, come ha ribadito il Presidente del Consiglio Letta, e' pronta a tenere fede agli impegni assunti, adesso spetta all'Ue dare un segnale importante per rilanciare crescita e occupazione - continua il vicepresidente -. Si possono rispettare le regole e allo stesso tempo e' possibile rendere il patto di stabilita' meno rigido, piu' equo, a misura della crisi straordinaria che stiamo vivendo''.
''E' indispensabile ripartire dal dibattito relativo alla possibilita' di applicare una sorta di 'golden rule', cioe' di scorporare dal patto di stabilita', di concerto con l'Ue, investimenti strategici, come infrastrutture, gradi opere e ricerca. Inoltre in vista della prossima programmazione dei fondi comunitari 2014-2020 bisogna prendere in considerazione l'opportunita' per i comuni di scorporare dal patto di stabilita' le spese di cofinanziamento per accedere ai progetti comunitari per investimenti pubblici produttivi'', conclude Angelilli. (ANSA).
''Ma se l'Italia, come ha ribadito il Presidente del Consiglio Letta, e' pronta a tenere fede agli impegni assunti, adesso spetta all'Ue dare un segnale importante per rilanciare crescita e occupazione - continua il vicepresidente -. Si possono rispettare le regole e allo stesso tempo e' possibile rendere il patto di stabilita' meno rigido, piu' equo, a misura della crisi straordinaria che stiamo vivendo''.
''E' indispensabile ripartire dal dibattito relativo alla possibilita' di applicare una sorta di 'golden rule', cioe' di scorporare dal patto di stabilita', di concerto con l'Ue, investimenti strategici, come infrastrutture, gradi opere e ricerca. Inoltre in vista della prossima programmazione dei fondi comunitari 2014-2020 bisogna prendere in considerazione l'opportunita' per i comuni di scorporare dal patto di stabilita' le spese di cofinanziamento per accedere ai progetti comunitari per investimenti pubblici produttivi'', conclude Angelilli. (ANSA).
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