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Oggi Juncker-May, partita decisiva sulla Brexit

Mercoledì piano-Eurozona,per avere equilibrio 'scontenterà tutti'

04 dicembre, 12:16
Oggi Juncker-May, partita decisiva sulla Brexit Oggi Juncker-May, partita decisiva sulla Brexit

BRUXELLES - L'Unione Europea scricchiola, ma tra gli uomini di Jean-Claude Juncker c'è ottimismo in vista di due giorni decisivi per la Brexit e la riforma dell'Eurozona, due dei tre dossier politicamente più delicati per il futuro dell'Europa. Oggi è il giorno chiave per la Brexit, con il pranzo fra il presidente della Commissione Ue e Theresa May al Berlaymont. In quel faccia a faccia la premier britannica deve fare chiarezza su tutti i punti ancora "tra parentesi", ovvero incerti, nelle tre questioni (accordo sul conto economico, gestione della frontiera irlandese e diritti dei cittadini) che tengono in stallo il negoziato. Fonti vicine al presidente confidano che c'è qualcosa "tra speranza e fiducia" che la riunione possa dare esito positivo.

 

Da Dublino anche il premier Varadkar, dopo aver incassato ieri il totale appoggio di Donald Tusk, ha diffuso un messaggio positivo sulla questione della frontiera che dovrà tornare ma senza impedire il libero movimento tra Ulster ed Eire. "Siamo molto vicini ad ottenere quello che volevamo", ha detto alla radio pubblica, dando per acquisito che ci sarà un periodo di transizione e che anche per la libertà di movimento "ci siamo o quasi". In realtà restano molti nodi e a Bruxelles si osserva che tutto potrebbe crollare da un momento all'altro se solo il partito nazionalista nordirlandese che appoggia il governo di May si dovesse irrigidire all'ultimo momento. Se il pranzo tra May e Juncker andrà bene, è probabile che il Collegio dei Commissari mercoledì deciderà di proporre al Consiglio Europeo della settimana successiva il riconoscimento di quei "sufficienti progressi" che permetterà di sbloccare la fase due ed impedire la "catastrofe" della Brexit senza accordo. "Siamo al momento in cui se non ci saranno risultati ci saranno conseguenze politiche", osservano però fonti europee.

 

Mercoledì però sarà anche il giorno in cui la Commissione varerà finalmente la sua proposta per la riforma dell'Eurozona. E lo farà senza aspettare che Berlino esca dall'impasse per la formazione del nuovo governo. A Bruxelles ci si aspetta che la 'Grosse Koalition' torni a fiorire, con Martin Schulz che finirà per accettare un posto nel governo magari come ministro degli Esteri. Una scelta, quella di Juncker, di non attendere l'esito della trattativa, figlia di una ragionamento pragmatico: questo è "il miglior dicembre dei quattro" della sua gestione. Si è evitato il naufragio nelle tempeste per la Grecia e l'euro, i migranti, il terrorismo, il referendum sulla Brexit, lo choc dell'elezione di Trump ed i timori per i populisti. Quindi questo "apre una finestra di opportunità politica fino alle elezioni del 2019" per fare la riforma indispensabile per completare la riforma dell'Eurozona. Rinviare, accettare l'idea di un vertice senza un testo scritto da cui partire trasformerebbe la discussione dei leader in "una chiacchiera al bar". E' per questo che nella proposta di Juncker "ci sarà più ciccia di quanto ci si aspetta" e viene anticipato che per arrivare al compromesso tra nord e sud, la Commissione presenterà un testo che "scontenterà tutti", ovvero che avrà punti discutibili per entrambi. Ma che proprio per questo "sarà il punto di partenza" per trovare la soluzione che accontenti tutti e salvi la Ue.


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