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May e Junker, per la Brexit bisogna trattare ancora

Ministro Irlanda pessimista, finora 'progressi insufficienti'

04 dicembre, 18:22
May e Junker, per la Brexit bisogna trattare ancora May e Junker, per la Brexit bisogna trattare ancora

ggi "purtroppo non è possibile annunciare un accordo" sulla Brexit ma saranno necessari "ulteriori negoziati e discussioni", però "sono ancora fiducioso che si possano fare progressi sufficienti prima del 15 dicembre". Lo ha affermato il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker dopo l'incontro con la premier britannica Theresa May. "Questo non è un fallimento" dei negoziati ma l'inizio dell'ultimo miglio", ha aggiunto.

 

 

"Ci sono ancora alcuni problemi che richiedono ulteriori negoziati. Ci rivedremo prima della fine della settimana". Lo ha detto la premier britannica Theresa May dopo l'incontro con Jean-Claude Juncker. Per May "è stato un incontro costruttivo, entrambi i lati hanno lavorato duro e sono stati fatti molti progressi". Durante la conferenza stampa, convocata quasi quattro ore dopo l'inizio del pranzo, non è stato possibile fare domande. "La premier britannica deve andare a incontrare il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk", ha motivato il presidente della Commissione Juncker.

 

Il governo irlandese, però, giudicando i progressi insufficienti, non è pronto a dare il via libera ala fase 2 dei negoziati sulla Brexit. Lo ha detto Helen McEntee, ministro irlandese per gli affari europei, al programma Today di Bbc Radio 4, secondo il Guardian online. "Purtroppo - ha detto McEntee - non credo che avremo un testo finale definitivo che saremo in grado di approvare". Il nodo più grosso da risolvere riguarda lo statuto della futura frontiera tra le due Irlande. La ministra, parlando subito dopo una riunione di gabinetto a Dublino, ha riconosciuto che in queste ultime ore "un immenso lavoro" è stato fatto per trovare una soluzione, ma "tuttavia per noi ci sono una serie di questioni chiave sulla quali avremmo auspicato più progressi".

 

Alla radio nazionale irlandese Rte, il vicepremier e ministro degli esteri Simon Coveney, prima della riunione di gabinetto, aveva confermato che non c'era ancora accordo sul confine, "ma potrebbe essere raggiunto oggi". Ma, aveva aggiunto, "il governo irlandese deve rimanere fermo sulle questioni chiave".

 

A vedere invece il bicchiere mezzo pieno è l'eurodeputato Roberto Gualtieri, membro del gruppo di orientamento sulla Brexit del Parlamento europeo. "Siamo vicini a un accordo", ha detto all'Ansa Gualtieri dopo che il gruppo di cui fa parte ha incontrato il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, in vista del pranzo di oggi con Theresa May. Durante il colloquio con gli eurodeputati, guidati da Guy Verhofstadt, sono stati esaminati i vari nodi aperti dell'accordo, sui quali, ha osservato Gualtieri "sono stati fatti passi avanti". 

 

"Abbiamo tutti gli ingredienti, la torta è quasi pronta e credo che se tutto andrà bene il pranzo di oggi potrebbe essere molto più incentrato sulle relazioni future che sui punti negoziali", ha detto l'eurodeputato belga Philippe Lamberts, membro del gruppo di orientamento sulla Brexit dell'Eurocamera, dopo l'incontro del gruppo con Juncker in vista del pranzo di quest'ultimo con Theresa May. Lamberts si è detto convinto che un accordo possa essere raggiunto oggi per spianare la strada alla 'fase due' dei negoziati. "Sul nodo dei diritti dei cittadini - ha spiegato - resta ancora qualche aggiustamento fine da fare, sull'accordo finanziario ci siamo, sull'Irlanda pende l'accordo tra Regno Unito e autorità irlandesi ma credo che anche qui ci siamo".

 

Dup, Irlanda del Nord non sarà in mercato unico - Il governo britannico non ha intenzione di accettare per l'Irlanda del Nord "un allineamento" post Brexit alla normativa Ue che si traduca di fatto in una permanenza nel mercato unico e nell'unione doganale: soluzione che garantirebbe i confini aperti alle merci con Dublino, ma rischierebbe di creare una barriera con il resto del Regno. Lo afferma alla Bbc una fonte del Dup, il partito unionista nordirlandese il cui sostegno é vitale per garantire la maggioranza al gabinetto di Theresa May.

 


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