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Ue: bilancio 2015, è di nuovo scontro Consiglio-Parlamento

Tre settimane di negoziati a partire da 28 per trovare intesa

22 ottobre, 20:34
Ue: bilancio 2015, è di nuovo scontro Consiglio-Parlamento Ue: bilancio 2015, è di nuovo scontro Consiglio-Parlamento

BRUXELLES - Come da copione, anche quest'anno per il bilancio Ue 2015 è scontro tra Consiglio e Parlamento Ue, che ha bocciato i tagli che mettono a rischio programmi come Erasmus e chiesto un aumento delle risorse.

Subito gli stati membri hanno informato l'Aula di Strasburgo che "non possono approvare" i suoi emendamenti. Inizierà così il 28 ottobre il periodo di tre settimane detto 'di conciliazione', in cui le due istituzioni insieme alla Commissione dovranno negoziare per arrivare a un'intesa entro il 17 novembre. Gli eurodeputati hanno chiesto di aumentare sia pagamenti che impegni a un po' più di 146 miliardi di euro, contro la richiesta del Consiglio che limita i primi a 140 mld (+3,3% rispetto al 2014) e i secondi a 145 (+1,7%) rispetto alla proposta della Commissione che parlava di 142,1 miliardi per i pagamenti e 145,6 per gli impegni.

Sul tavolo dei negoziati, guidati dalla presidenza italiana di turno dell'Ue, anche una serie di sei correttivi al bilancio 2014, che aumentano il tetto dei pagamenti di 4,7 mld ma a costo quasi zero per gli stati membri grazie a multe incassate dalla Commissione Ue, e già un primo correttivo per il 2015, che taglia 397 mln di pagamenti all'agricoltura per ridistribuirli negli altri settori.

"Le nostre priorità sono le stesse di quelle del Consiglio, ma il Consiglio non vuole finanziarle", ha dichiarato durante il dibattito a Strasburgo la relatrice Eider Gardiazabal. Il Consiglio, invece, "ritiene che il bilancio Ue 2015 debba garantire adeguati mezzi di bilancio per favorire crescita e occupazione, ma rispettando allo stesso tempo le capacità finanziarie degli stati membri".

Toccherà alla Commissione Juncker, e in particolare alla neo commissaria al bilancio Kristalina Georgieva, riuscire a mediare tra le due istituzioni. "L'Ue non può essere un cattivo pagatore - ha sottolineato Juncker in plenaria - per essere credibile deve onorare i suoi impegni". La Commissione uscente ha già avvertito che a rischio sono proprio i programmi come Erasmus+ e Horizon 2020 per giovani, imprese, ricerca e innovazione.


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