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Ue: risoluzione Parlamento, basta ipocrisia con dittatori

No a sanzioni pubbliche e complicità privata

03 febbraio, 15:26
Una foto d'archivio con il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy (a sinistra), e il colonnello Gheddafi (al centro). Una foto d'archivio con il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy (a sinistra), e il colonnello Gheddafi (al centro).

BRUXELLES - ''L'atteggiamento ipocrita dell'Unione europea nei confronti dei dittatori deve finire''. Basta con la doppia politica delle sanzioni pubbliche e della complicita' privata. E' il senso della risoluzione, preparata dall'eurodeputato lib-dem britannico Graham Watson, presidente del partito europeo Eldr, ed approvata dalla plenaria dell'Eurocamera.

 

''Abbiamo denunciato pubblicamente le violazioni dei diritti umani - ha detto Watson - ma, al contempo, abbiamo permesso ai dittatori di nascondere il loro denaro nelle nostre banche, di acquistare proprieta' all'interno dei nostri confini, fare affari con le nostre aziende e passare le vacanze nelle nostre località. Il nostro messaggio deve essere forte e chiaro: l'Unione europea non vi aiuterà a riciclare i vostri guadagni illeciti''.

 

Il documento rappresenta il contributo del Parlamento europeo alla revisione della politica europea di sanzioni richiesta dal Consiglio dei ministri. Secondo il Pe l'applicazione incoerente delle misure restrittive nuoce alla credibilità della Ue.

 

Tra gli esempi piu' evidenti di doppia politica, quelli che riguardano l'ex presidente egiziano Hosni Mubarak (che ha un patrimonio personale stimato in 70 miliardi di dollari, investito nella Ue e negli Ue), la famiglia Gheddafi (che detiene beni per miliardi di euro in tutta la Ue, in partciolare proprieta' immobiliari nel Regno Unito), il presidente sudanese Omar al-Bashir (sospettato di ingenti depositi nelle banche britanniche). Senza contare il caso, emerso nel marzo scorso, del rettore della 'London School of Economics', Howard Davies, costretto alle dimissioni dopo la scoperta che il suo istituto aveva accettato 2,2 milioni di sterline per la formazione di funzionari libici.

 

 


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