Percorso:ANSA > Europa > Giustizia e diritti civili > Belgio: case solo per fiamminghi, bocciatura Corte Ue

Belgio: case solo per fiamminghi, bocciatura Corte Ue

Garantire identità territoriale viola libertà fondamentali

08 maggio, 19:48
La Corte di giustizia dell’Unione europea La Corte di giustizia dell’Unione europea

BRUXELLES - No all'apartheid in salsa fiamminga. L'idea di difendere l'identita' territoriale, che ricorre spesso nelle proposte degli xenofobi di tutta Europa, viola i principi su cui si fonda l'Unione europea. Chiunque ha diritto di comprare o affittare per un lungo periodo una casa, ovunque voglia e possa permetterselo. Sembrerebbe un principio scontato, ma c'e' voluta una sentenza della Corte europea di Giustizia per affermare che ''costituiscono restrizioni alle liberta' fondamentali'' le misure previste dal decreto 'Wonen in eigen streek' ('Abitare nella propria regione') emesso il 27 marzo 2009 dalla regione fiamminga del Belgio, che vietava la vendita o l'affitto di lungo termine di case a chi non avesse un ''legame sufficiente'' col territorio. Di fatto, un modo per impedire agli stranieri ed in particolare ai francofoni di ''invadere'' i comuni fiamminghi.

 

Emanato col pretesto di limitare la speculazione immobiliare in una sessantina di comuni delle Fiandrie, in particolare quelli della periferia settentrionale di Bruxelles e della costa, la legge a suo tempo aveva scatenato furibonde polemiche in un paese spaccato linguisticamente, economicamente e politicamente tra Fiandre fiammighe e Vallonia francofona. Che ora ripartiranno: l'avvocato Frederic Gosselin, difensore di decine di mancati compratori, ha annunciato una valanga di ricorsi da fare prima che entro l'anno per evitare la prescrizione. ''Eravamo in pieno arbitrio'' ha detto Eric Libert, autore del primo esposto presentato alla Corte europea di giustizia. Alla quale ha finito per chiedere un parere la stessa Corte Costituzionale belga, adita da privati nonche' del Sindacato nazionale dei proprietari di immobili.

 

Per il 'Wonen in eigen streek' le richieste di acquisto dovevano essere approvate ad una commissione in base a tre criteri alternativi: aver abitato nel comune per almeno sei anni prima dell'acquisto, esercitarvi un'attivita' o avervi ''un legame professionale, sociale, familiare, sociale o economico''. Nessun riferimento esplicito alla lingua. Che d'altra parte sarebbe stato pleonastico: nei comuni fiammighi non e' previsto il bilinguismo. Al punto che persino sui treni gli annunci si fanno solo in olandese non appena si entra nelle Fiandre. La Corte ha smantellato il decreto, affermando che violava la liberta' di circolazione dei capitali e delle persone. Ed ha bocciato anche il pretesto di base, osservando che nessuno dei criteri richiesti poteva ''tutelare la popolazione indigena meno abbiente sul mercato immobiliare'', visto che potevano essere soddisfatti anche dai ricchi. Purche' fiamminghi.

 

 


(Segui ANSA Europa su Facebook e  Twitter)

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA