Dazi: pmi e regioni Ue, regole accordi commerciali poco note

Sondaggio CdR-Eurochambers, intesa Ue-Svizzera la più attrattiva

Redazione ANSA BRUXELLES

BRUXELLES - La maggior parte delle imprese e delle regioni europee apprezza gli effetti positivi derivanti dagli accordi commerciali di libero scambio firmati dall'Ue, ma lamenta la troppa complessità delle normative e una generale mancanza d'informazione che permetta di sfruttarne appieno il potenziale. È quanto emerge da un sondaggio condotto congiuntamente dal Comitato Ue delle Regioni (CdR) ed Eurochambers, l'associazione delle camere di commercio europee.

Dall'indagine emerge che l'accordo commerciale considerato più attrattivo per regioni e imprese è quello Ue-Svizzera, seguito da Ue-Giappone ed Ue-Canada (Ceta). Tuttavia, "in generale le camere di commercio vedono un maggiore potenziale economico negli accordi di libero scambio rispetto alle regioni", si legge nel documento. "Le aspettative positive sulle intese commerciali sono percepite prima di tutto dall'abolizione dei dazi, da un maggiore accesso ai fornitori di servizi, così come da un accesso facilitato ai beni intermedi", continua il report.

Fra i suggerimenti per il futuro avanzati da CdR ed Eurochambers c'è quello di migliorare l'accesso alle informazioni sugli accordi da parte di pmi e regioni, sia attraverso nuovi strumenti online, sia con la creazione di una figura specializzata presso le rappresentanze dell'Ue in ogni Stato membro.

 

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