Conte, su Albania e Macedonia del Nord un errore storico dell'Ue

Austria, comportamento deplorevole. Michel, non c'è unanimità

Redazione ANSA

BRUXELLES - "Un errore storico". Così il premier Giuseppe Conte ha definito il nulla di fatto sul processo di allargamento ad Albania e Macedonia del Nord. "E' andata male", ha detto Conte spiegando che "non era necessario aprire, sarebbe bastato avviare la procedura. E' stato un errore storico. Sono molto vicino all'Albania e alla Macedonia del Nord".

Il comportamento dei Paesi Ue sull'Albania e la Macedonia settentrionale è "deplorevole", ha detto la cancelliera austriaca Brigitte Bierlein ha definito il nulla di fatto al vertice Ue sul processo di allargamento. "Oggi ho già avuto uno scambio di opinioni con i primi ministri di entrambi i Paesi ed ho espresso la mia delusione", ha aggiunto la cancelliera, riferendo che i leader di Tirana e Skopje erano "molto delusi".

Sull'allargamento "abbiamo avuto una discussione sostanziale", con "molta intensità nel dibattito", in cui però si "è constatato che in questa fase non c'è unanimità", ha dichiarato il premier belga e futuro presidente del Consiglio europeo Charles Michel, in arrivo per il vertice Ue. "C'è un rapporto della Commissione", ma c'erano "più interpretazioni" di quest'ultimo "attorno al tavolo - ha spiegato -. Vedremo in che modo, nel futuro, si potrà tornare" sul punto.

"La Croazia è molto dispiaciuta per il mancato avvio dei negoziati di adesione all'Ue con la Macedonia del Nord e l'Albania e l'Ue con questo nulla di fatto ha mostrato di non essere al livello della propria responsabilità storica", ha detto a Bruxelles, discorrendo con i cronisti croati, il premier della Croazia, Andrej Plenkovic, criticando il presidente Emmnuel Macron per il veto all'apertura dei negoziati, senza però nominarlo direttamente. La Croazia è stato l'ultimo Paese a entrare nella Ue, nel luglio 2013, e con la Slovenia (entrata con il maxiallargamento del 2004) è l'unico Paese della ex Jugoslavia a far parte dell'Unione.

Secondo il premier croato le giustificazioni per il rinvio dell'apertura dei negoziati, date da alcuni Paesi, "erano molto deboli", mentre la maggioranza dei Paesi Ue "era convinta che questo era il momento giusto per avviare i negoziati" con i due Paesi balcanici. Secondo la stampa la Macedonia del Nord avrebbe ottenuto il via libera di tutti i Paesi membri con l'eccezione della Francia, mentre per l'Albania c'erano più riserve. Alludendo al veto di Macron, Plenkovic ha detto che "alcuni Paesi prendono oltre misura in considerazione i possibili effetti negativi di un futuro allargamento sulla loro situazione politica interna". "Sono dell'opinione - ha aggiunto - che questo tipo di calcoli non sia giusto perché bisogna riflettere in un modo più ampio, essere più audaci".

 

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